Antonio Canova, il più importante scultore neoclassico italiano, nacque il primo novembre 1757 a Possagno, un piccolo paese della provincia di Treviso, a circa 80 km da Venezia.
A soli quattro anni rimase orfano del padre. La madre, Angela Zardo Fantolin, tornò al suo paese natale e si risposò con Francesco Sartori. Canova crebbe col nonno, tagliapietre e scultore locale di discreta fama e l'amata nonna Caterina.

Il suo primo apprendistato artistico fu a Venezia, presso lo studio Torretti e la scuola di nudo dell'Accademia.
In questo periodo realizzò Dedalo e Icaro superando la suggestioni berniniane con una innovativa ricerca compositiva. Dopo un viaggio a Pompei, Ercolano e Paestum, per vedere le antichità, si trasferì definitivamente a Roma, dove studiò la scultura antica ed entrò in contatto con artisti ed intellettuali che teorizzavano un nuovo ritorno al classico.

Tra il 1783 ed il 1810 realizzò i monumenti funebri di Clemente XIII e Clemente XIV a Roma, di Maria Cristina d'Austria a Vienna, e di Vittorio Alfieri a Firenze.
La fama internazionale arrivò con le opere a soggetto mitologico - Amore e Psiche, Venere e Adone, Le tre Grazie, gruppi e figure di raffinata eleganza di una sensualità sottile priva di 'fuoco'.
“Lavoro tutto il giorno come una bestia” - scrisse al suo amico Cesarotti - “ma è vero altresì che quasi tutto il giorno ascolto a leggere i tomi sopra Omero”.

L'avvento di Napoleone sulla scena politica europea determinò un periodo fecondo per la sua produzione: famose sono le statue di Napoleone in nudità eroica, celebrato come Marte Pacificatore, e di Paolina Borghese come Venere Vincitrice.
Antonio Canova morì a Venezia nel 1822. Il suo corpo, per volere del fratellastro, fu traslato nel tempio di Possagno da lui stesso voluto e progettato.

Le opere al Museo:

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