Nelle successive statue per il Campanile, compiute tra il 1420 e il 1430, raffiguranti i profeti, Geremia e Abacuc, Donatello dispiegò in tutta la sua ricchezza l'indagine della persona umana con un realismo che si colora di intensità psicologica e drammatica.
Negli stessi anni maturò in modo definitivo la concezione dello spazio reso prospettico per mezzo del "rilievo stiacciato", cioè il rilievo graduato fino a piani bassissimi, nella formella con il banchetto di Erode, destinata al fonte battesimale di Siena nel 1427.

Nel 1443 Donatello si recò a Padova e il suo soggiorno, protrattosi per oltre un decennio, durante il quale compì altri viaggi a Mantova, Ferrara e Modena, segnò uno dei più importanti avvenimenti artistici del secolo.
Tornato a Firenze, nel decennio che precede la sua morte, Donatello eseguì per Cosimo dei Medici un coronamento di fontana destinato a un giardino, rappresentante Giuditta e Oloferne; il gruppo trovò poi una sede non del tutto felice nella piazza della Signoria, di fronte a Palazzo Vecchio.

A cominciare dal 1460 l'artista ormai settantacinquenne pose mano a una grande impresa: i due pulpiti di San Lorenzo, che fatalmente dovranno rimanere incompiuti.
Eseguì altre importanti opere come la Cantoria e Santa Maria Maddalena che si trovano nel Duomo, il Tabernacolo dell'Annunciazione e il Crocifisso ospitate nella chiesa di Santa Croce.
Morì a Firenze nel 1466.

Le opere al Museo: