Architetto, scultore, ingegnere e inventore di macchine e congegni, Brunelleschi aprì la grande stagione dell'umanesimo in architettura, tipica espressione della moderna borghesia, che aveva dato prova di sé nell'opera letteraria del Boccaccio e del Petrarca o nell'opera politica di Coluccio Salutati.

Nacque a Firenze nel 1377.
Formatosi come orafo e scultore in una tipica bottega fiorentina, si fece notare nel 1401 vincendo "ex aequo" con Lorenzo Ghiberti al concorso per la seconda porta del Battistero di Firenze (commissione affidata al Ghiberti) con il Sacrificio di Isacco, ora al Museo del Bargello.

Nei tre anni successivi fu probabilmente a Roma per studiare scultura e architettura con l'amico Donatello.
Nel 1404 entrò nella corporazione degli orafi, ma i suoi interessi matematici (fu amico di Paolo dal Pozzo Toscanelli) e lo studio dei monumenti antichi indirizzarono la sua attività verso l'architettura.
Già nel 1409 è al cantiere di Santa Maria del Fiore, dove fu ben presto attratto dal problema della cupola.

Nel 1423 gli fu affidata la completa responsabilità dei lavori, che occuparono per quasi l'intero arco della sua vita.
Tra le atre opere d'architettura di capitale importanza, che improntano di sé l'intera immagine urbana di Firenze, ricordiamo il portico dell'Ospedale degli Innocenti, la chiesa basilicale di San Lorenzo, la Sacrestia Vecchia di San Lorenzo, la Cappella dei Pazzi in Santa Croce, la Basilica di Santo Spirito in Oltrarno.

Erede della grande tradizione tecnologica preumanistica, il Brunelleschi dà una nuova fondazione all'architettura, facendone una disciplina profondamente legata allo sviluppo del pensiero scientifico.
La prospettiva a unico punto di fuga, da lui impiegata in modo sistematico, è strumento, da ora in poi, di controllo matematico dello spazio-ambiente e mezzo di "possesso" del reale.
Fu sepolto in Santa Maria del Fiore; la sua tomba, rimasta sconosciuta per secoli, è stata scoperta nel luglio del 1972.

Le opere al museo: