Poeta, narratore, scrittore, nacque nel 1876 ad Alessandria d'Egitto.
Compì gli studi superiori a Parigi e si laureò in Giurisprudenza all'Università di Genova.

Personalità straordinariamente ricca e dinamica s'impegnò per smuovere le stagnanti acque della cultura ufficiale che indugiava nella rappresentazione di modelli ottocenteschi, mentre nella sfera scientifico-economico-sociale erano intervenuti radicali cambiamenti che imponevano una riflessione.

Sul giornale parigino “Le Figaro" pubblicò il 20 febbraio 1909 il Manifesto del Futurismo che costituì l'atto ufficiale della fondazione del gruppo d'avanguardia artistica; in esso espose i principi ispiratori del movimento, basato su un rifiuto radicale del passato, su una polemica contro il tradizionalismo della mentalità borghese, nell'intento di proiettare la società verso l'edificazione di una cultura completamente rinnovata.

Nel 1912 pubblicò il Manifesto tecnico della letteratura futurista, in cui definiva gli adeguati mezzi espressivi perché la scrittura letteraria si potesse conformare alla dinamicità della materia e della pittura.
Fondò e diresse anche una rivista dal titolo “Poesia”.
Martinetti, più teorico che artista favorì il successo del movimento utilizzando le tecniche moderne della rèclame, della diffusione editoriale e della ricerca del consenso, ottenuto anche attraverso la provocazione e lo scandalo.

Favorevole all'avvento del fascismo, in esso vedeva la possibilità di attuare quel rinnovamento tanto auspicato attraverso la forza e la violenza della guerra. Nel 1924 pubblicò Futurismo e fascismo e nel 1929 venne nominato Accademico d'Italia, trasformandosi in un intellettuale di regime.
Morì il 2 dicembre del 1944 a Bellagio, sotto la Repubblica di Salò; venne tumulato nel cimitero monumentale di Milano.

Le opere al Museo: