Scultore, pittore, architetto e poeta, formatosi attraverso lo studio delle opere di Donatello e di Jacopo della Quercia per la scultura, e di Giotto e Masaccio per la pittura, sintetizzò nella sua arte tutti i valori del Rinascimento, preannunciando e preparando per molti versi la nascita del barocco.
Nacque nel castello di Caprese (Arezzo) nel 1475, da Lodovico Buonarroti Simoni, podestà di Caprese e Chiusi.

In tenera età, nel 1488, dopo gli studi umanistici, considerata la sua grande passione per il disegno fu portato dal padre nella bottega di Domenico e Davide Ghirlandaio.
L'attrazione per la scultura antica lo porta presto a frequentare il giardino di San Marco, dove i Medici hanno già raccolto una notevole collezione di statuaria classica.
Le sue prime prove di scultura vengono notate da Lorenzo de' Medici, che lo accoglie a Palazzo, mettendolo a contatto con le personalità politiche e culturali del tempo, come il Poliziano. In questo periodo realizzò la Madonna della Scala.

In seguito all'invasione di Carlo Ottavo fuggì a Venezia e Bologna; quindi si spostò a Roma dove compì la più importante delle sue opere giovanili La pietà, tra il 1497 e il 1500, oggi conservata in San Pietro.
Ritornato a Firenze nel 1501 gli viene commissionata la gigantesca statua del David, opera di grandissima potenza espressiva, che manifesta apertamente la tensione psicologica unita alla forza fisica e morale dell'eroe biblico.
Tra il 1501 e il 1505 realizzò anche il bassorilievo detto Tondo Taddei e il Tondo Pitti, la Vergine di Burges.

Nella scultura, che predilesse fra tutte le arti, espresse con estremo vigore la sua visione plastica tormentata e drammatica, la stessa che domina nelle sue opere di pittura. Chiamato nel 1505 da Giulio Secondo, per circa un ventennio fu al servizio dei Papi che gli commissionarono varie opere, fra cui i due Prigioni, la tomba di Giulio Secondo (Mosè) gli affreschi della Cappella Sistina con le “Storie dell'Antico Testamento”, “Profeti”, “Sibille” e dal 1533 il “Giudizio Universale”.

Il grande artista orientò i suoi interessi principalmente sulle componenti essenzialmente plastiche sia riguardo la pittura che la scultura: "Io dico che la pittura mi pare più tenuta e buona, quanto più va verso il rilievo" così scrisse Michelangelo in una lettera inviata a Benedetto Varchi.
I recenti restauri nella Sistina hanno, secondo molti critici, messo in luce un Michelangelo 'nuovo', riscoperto nella sua sensibilità squisitamente pittorica per il colore.

Cacciati i Medici da Firenze nel 1529 si mette al servizio della Repubblica viene eletto come “Magistrato de' Nove” e “Generale Governatore delle Fortificazioni”.
Un anno dopo, caduta la Repubblica Fiorentina, viene perdonato dal papa. Riprende i lavori alle Tombe di Lorenzo e Giuliano dei Medici e nel 1534 si trasferisce definitivamente a Roma dove esegue la pietà Rondanini.

L'artista affrontò anche opere di 'architettura e urbanistica in cui mostrò interesse al movimento delle masse che l'anima è già di stampo barocco: Sacrestia nuova di S. Lorenzo (1524-1534) e Biblioteca Laurenziana (1526) a Firenze; progettazione della cupola di S. Pietro, palazzo Farnese, sistemazione della piazza del Campidoglio, Porta Pia, a Roma.
Michelangelo fu anche poeta, e i suoi versi ispirati dall'amicizia per Vittoria Colonna sono un interessantissimo documento della sua tormentata vita interiore (Rime, postume, 1623).
Morì a Roma, il 18 febbraio 1564.

Le opere al Museo: