modellino della basilica di San Pietro

Autore: Vari, fra cui Maderno, Michelangelo, Bernini.
Data: dal 1506 al 1626.
Materiale: modello in legno e resina.
Dimensioni: modello in scala 1 a 100; l'edificio originale misura 186 metri circa in lunghezza; la navata è alta 44 metri, la cupola 186 metri circa; il diametro della cupola è di 42 metri circa.
Luogo di conservazione originale: Roma.

La più imponente basilica della cristianità fu eretta inizialmente ai tempi dell'Imperatore Costantino poco dopo il 320 dopo Cristo; fatiscente, nel 1452 il Papa Niccolò Quinto diede incarico a B. Rossellino di riedificarla.

La nuova costruzione ebbe inizio nel 1506 su progetto del Bramante: dopo di lui si alternarono alla direzione dell'opera molti artisti, finché nel 1546 Michelangelo assunse i lavori. Egli immaginò un grande edificio a croce greca dominato da una maestosa cupola.

Nei primi anni del 1600 Carlo Maderno trasformò la pianta della basilica da croce greca a croce latina prolungando il braccio anteriore, ed eresse la facciata. La basilica, che si presenta attualmente, mostra con evidenza i due importanti interventi di Michelangelo e di Carlo Maderno, che nella lunga facciata riprese le indicazioni stilistiche che Michelangelo applicò nella parte absidale: basamento, ordine gigante con capitello corinzio e doppia cornice.

La grande architettura articolata nello spazio presenta un perimetro murario esterno incatenato verticalmente da grandi semipilastri con ordine gigante, mentre più piani di finestre si alternano con timpani semicircolari e triangolari. L'ordine gigante termina con un architrave tripartito e con un cornicione aggettante che accompagna il movimento modulato delle superfici in una contrapposizione continua di convessità e concavità.
La massa muraria perimetrale è sormontata da un piano attico scandito da finestre quadrate coronate da un fregio e da edicole, e delimitato da una modesta cornice.

Alle potenti masse della zona inferiore si oppone il nucleo di forze convergenti nella cupola, colossale impresa di Michelangelo che si richiama per tecniche costruttive alla cupola brunelleschiana di Santa Maria del Fiore. La cupola si eleva imponente poggiando su un tamburo dal quale sporgono con evidenza colonne binate alternate ai vuoti delle finestre. La curva della calotta a sesto rialzato, realizzata dopo la morte di Michelangelo da G. della Porta e D. Fontana, si tende nelle sedici nervature dei costoloni, la cui spinta verticale si conclude nella lanterna. La cupola principale è fiancheggiata dai volumi delle cupole minori.

L'ampia facciata è articolata da otto colossali colonne che sostengono la trabeazione, coronata dall'attico a balaustra portante le sculture di Cristo, del Battista e degli Apostoli realizzate dalla scuola del Bernini, mentre agli estremi sono collocati due orologi opera del Valadier. Nella parte inferiore si aprono cinque varchi che immettono nell'atrio, sovrastati da un timpano triangolare centrale.