copia della scultura

Autore: Donatello (Donato de'Bardi)
Data: dal 1438 al 1442.
Materiale: originale in bronzo, copia in gesso.
Dimensioni: copia al vero dall'originale; misura 158 centimetri in altezza.
Luogo di conservazione originale: Firenze, Museo Nazionale del Bargello.

Per il celebre David in bronzo la datazione è controversa fra chi sostiene trattarsi di un'opera giovanile risalente al 1438-42 e chi la colloca nel 1452-53. La scultura fu realizzata, forse, per abbellire una fontana della Villa medicea di Careggi. Il David fu collocato da Cosimo de Medici nel cortile del suo Palazzo in Via Larga, a Firenze, sopra una colonna di marmo policromo posta su una base eseguita secondo il Vasari dal giovane Desiderio da Settignano, allievo di Donatello. Dopo la cacciata dei Medici da Firenze, nel 1495, l'opera fu posta nel cortile di Palazzo Vecchio e sostituita nel 1550 circa da un Putto del Verrocchio.

Pur identificata come David con la testa di Golia, alcuni storici ipotizzano che si possa trattare della figura mitologica di Mercurio vincitore su Argo, a causa di incongruenze iconografiche con l'eroe biblico: il cappello sembra richiamare il pètaso, (cappello del dio pagano), la nudità è di ascendenza classica, la mancanza della fionda e la grande testa mozzata sotto il piede sinistro. A causa di questa ambivalenza iconografica molti storici chiamano l'opera David-Mercurio.

Accettando la prima e tradizionale ipotesi, il David di Donatello non è stato concepito come un eroe forte e sicuro, ma come un adolescente pensoso, con un viso dall'espressione sfuggente, malinconica, enigmatica, caratteristica ideale per sottolineare in senso classicista quella tendenza all'individualismo e nello stesso tempo valorizzare una bellezza ideale, spirituale e fisica.
E' proprio attraverso la postura del corpo e della composizione tutta che Donatello riesce a materializzare quel senso di instabilità. La gamba sinistra, arretrata poggia instabilmente sulla testa mozzata di Golia, ma non sostiene il peso del corpo che invece si regge sulla gamba destra, verticale rispetto l'asse di costruzione, con l'anca che sottolinea la decisa flessione del bacino. Anche questa gamba però dà un forte senso di instabilità con il piede che non trova un appoggio sicuro e sembra scivolare.

La forte linea diagonale tracciata dalla spada, che trova il suo parallelo nel braccio sinistro piegato, nella gamba destra arretrata e nella diagonale che questa traccia con il busto, sembra accentuare quell'instabilità generale data dall'oscillazione del corpo verso destra come se stesse per cadere.

Anche la conformazione fisica della figura, una muscolatura lieve, insicura, adolescenziale, sembra voler insistere, enfatizzandola, su quella sensazione ambigua, scivolosa, sfuggente, accentuata anche dalla sensualità efebica del nudo, resa coloristicamente dalla luce che si produce in tenui risalti sulle forme bronzee, mentre il copricapo inghirlandato dalla forma appuntita incornicia quel volto dall'espressione malinconica e compiaciuta insieme.
Forse Donatello, nel modellare l'adolescenziale nudo del David, si ispirò a qualche scultura d'età ellenistica, mentre il volto presenta una fortissima somiglianza con quello di Antinoo, ritratto dai romani d'età imperiale, il favorito dell'Imperatore Adriano che fu divinizzato in seguito la sua scomparsa.