L'ala del mondo

Autore: Loreno Sguanci.
Data: 1962.
Materiale: legno di quercia.
Dimensioni: misura 85 cm in larghezza, 46 in altezza, 60 in profondità.
Luogo di conservazione originale: dono dell'artista al Museo Tattile Statale Omero.

La scultura appartiene al periodo di sperimentazione concettuale dell'artista nativo di Firenze (1931), ma marchigiano di adozione. Giovanissimo, è stato infatti chiamato a Pesaro a far parte del corpo docente dell'Istituto d'arte che si andava costituendo.
Il suo percorso artistico prende avvio nel 1952 con una personale alla galleria l'Obelisco di Roma.

Nei primi anni '60 abbandona per un periodo la ricerca di una scultura segnica e segnaletica per sperimentare la concettualità dell'arte attraverso forme plasmate intorno ad un'idea, un progetto. In questa fase la materia privilegiata è il legno per la sua naturale rigidità strutturale unita ad un'organica flessibilità ed al suo potenziale energetico.

La scultura, frutto di tale ricerca informale, risulta visivamente simile ad un'ala zoomorfa, animale, ma la sua vera natura è mentale, concettuale. E' l'ala del pensiero e dell'intelletto che può muoversi e spaziare aldilà di ogni forma e materiale concreto le venga attribuito. Sono i primi anni sessanta e l'artista è in questo periodo invitato alla Quadriennale di Roma, per cui scolpisce appostamene quest'opera.

La scultura, in legno di quercia, si presenta come una grande ala, tagliata verticalmente sul lato destro e che si estende verso sinistra con forme sinuose, morbide e piene. La base, di forma parallelepipeda, risulta non perfettamente levigata, anzi mostra una fenditura abbastanza profonda del legno. La superficie massiccia del legno, risulta calda grazie alla tonalità di colore tendente al rosso, ed è lavorata interamente con leggeri solchi. Questi riprendono e accentuano le linee dinamiche individuate dall'artista sulla massa dell'ala, aumentano l'esposizione della superficie ai riflessi luminosi e indirizzano la lettura tattile dell'opera, rendendola meno monotona, delicatamente sconnessa.