Cabina telefonica

Autore: André Bareliér.
Data: 1980.
Materiale: bronzo.
Dimensioni: altezza 120 centimetri.
Luogo di conservazione originale: Museo Tattile Statale Omero.

Marsigliese di origine, sarà importante per Barelier l'incontro con Balthus a Roma, ma fondamentale la scoperta della scultura di Giacometti.

Quest'opera di Barelier è un bronzo di grandi dimensioni: la Cabina telefonica è parte di una serie di sculture aventi lo stesso tema figurativo e concettuale che Barelier sviluppa secondo differenti soluzioni formali, come succede per l'altra fortunata serie di opere, tutte intitolate Atelier e sviluppanti lo stesso affascinante tema figurativo, cioè lo studio dell'artista.

La Cabina telefonica si sviluppa partendo da una superficie quasi convessa, come se fosse la strada di un quartiere cittadino in salita, o un lieve promontorio: in cima ad esso si eleva una cabina telefonica dove, al suo interno, un uomo vestito di giacca e cravatta è intento a fare una telefonata. Al di fuori, disposti frontalmente verso chi guarda l'opera, sono parcheggiati un carrello per la spesa e un ciclomotore.

Ecco, in maniera del tutto semplice e diretta, Barelier riesce a materializzare una sorta di ritratto a tutto tondo dell'uomo moderno, dei suoi bisogni, delle sue ansie, dei suoi mezzi tecnologici. I suoi bisogni primari: il mangiare, rappresentato dal carrello per la spesa, le sue ansie, rappresentate dalla telefonata urgente, i suoi mezzi di trasporto, rappresentati dal ciclomotore. Potremmo anche dire che Barelier qui descrive la solitudine dell'uomo, il suo bisogno di comunicare, di uscire dal silenzio di una vita caotica ed alienante. Barelier descrive la nostra quotidianità.

Osservando l'opera si scorge un certo rapporto tra gli elementi presenti, come se vi fosse un motivo superiore che lega assieme la cabina, il carrello, il ciclomotore e l'uomo. Sicuramente la forte tridimensionalità dell'opera accentua e concorre a quanto detto: essa sembra pensata per un suo sviluppo in piani di profondità. E' una scultura a tutto tondo: ma quella prospettiva, quando ci poniamo in fronte all'opera, sembra quasi forzata.

Questa scultura sembra svilupparsi in profondità più di quanto non sia. Il motivo c'è, basta osservarla da uno dei lati minori: in realtà, facendo tesoro dei trucchi prospettici che la storia dell'arte ci ha tramandato, Barelier ha modellato gli elementi comprimendoli nel senso della loro lunghezza, così da apparire, se visti frontalmente, inseriti in una prospettiva drammaticamente profonda. Quasi una correzione ottica, pensando al Partenone di Atene.

Tutti gli elementi della scultura sono caratterizzati da una massa e da una volumetria consistente, classicheggiante, caratteristica in quasi tutta l'opera di Barelier. La Cabina, dicevamo, è scultura in bronzo: le superfici sono lisce e non differenziate, e tutti gli elementi sono qualificati nella loro essenza formale e volumetrica, sicché risulta gradevole l'approccio tattile, facilitato anche dalle generose dimensioni dell'opera. Il bronzo presenta la tipica e antica patina brunastra, che sembra assorbire letteralmente la luce con fattori di riflessione e specularità tenui.