pittore sconosciuto

Autore: Sergio Zanni.
Data: 2002.
Materiale: bronzo.
Dimensioni: 88 centimetri in altezza.
Luogo di conservazione originale: Museo Tattile Statale Omero.

Sergio Zanni nasce a Ferrara nel 1942. La sua ricerca, similmente ad altri conterranei e coetanei, si è indirizzata verso una convinta dedizione ad un figurativismo marcatamente simbolista e surrealista. Fondamentale in questo percorso il ruolo dello studio dei materiali e della terra in primis: c'è la terra nelle opere di Adriano Avanzolini, Franco Marchisio, Nicola Zamboni e appunto Sergio Zanni.

Una terra, lavorata da Zanni con la padronanza di chi sa ricavare dalla creta lo specchio del proprio intimo, catalizzare i pensieri, sicché rilievi e modulazioni diventano proiezioni di un animo che si popola di un piccolo esercito di strani personaggi. Gli uomini hanno la testa piccola, o sostituita da uno strumento ad esempio un cannocchiale, sempre piccolo.

Un modo per irridere l'attività pensante? Soprattutto un tentativo d'evasione verso il gioco della leggerezza, spesso anche l'amarezza che lo porta a inventare uomini che fanno sorridere, con o senza testa, comunque intenti ad osservare il mondo dal bavero di un cappottone, che sembra un avamposto sulla vita.

Il Pittore sconosciuto, soggetto dell'opera presa in esame, è raffigurato in piedi nell'atto di camminare con una gamba avanti ed una arretrata, mentre sta volgendosi all'indietro sul fianco sinistro. Il viso, piccolo e quasi completamente nascosto dal cappello, è però definito chiaramente nel naso, diritto e stilizzato, e nel mento, pronunciato, che va nascondendosi sotto il bavero della giacca. La giacca rivela nel taglio frontale un sottogiacca accollato, è priva di bottoni ed è di taglio arrotondato alle estremità inferiori. Sopra emergono due larghe bretelle che si allacciano alla cintura a cui è fissato anche un piccolissimo zaino portato sulle spalle. I calzoni, lunghi, lasciano intravedere solo la punta arrotondata delle scarpe. Il personaggio cammina con le mani in tasca, ad accentuare la sensazione di chiusura e melanconia di questo viaggiatore appena partito e già, forse, pentito.

Nel creare personaggi onirici è per lui essenziale lo studio delle architetture; la sproporzione è un espediente creativo per accentuare un particolare: qui la testa, che nella scultura è un microcosmo, punto di ricerca su cui cade inevitabilmente lo sguardo, ma anche le gambe eccessivamente grandi e pesanti. L'effetto di squilibrio è ancora più accentuato dall'accostamento della gamba destra ad un palazzo stilizzato in un parallelepipedo, dove le finestre sono rese con leggeri tagli sulla superficie bronzea. Il pittore sconosciuto è un uomo che non può che partire da un luogo, forse perché troppo piccolo per lui, soffocante, ma che non riesce a lasciare senza provare una umana nostalgia, un timore che fa parte della natura di ogni viaggio.

La superficie bronzea è lavorata con leggere graffiature che sottolineano le dinamiche della composizione sulle gambe come sulle braccia, conferendo all'opera una patina superficiale simile a quella di una scultura lignea.