Ritratto dell'avvocato Gabriele Consolazio

Autore: Pietro Annigoni.
Data: anni 1940.
Materiale: terracotta.
Dimensioni: misura 45 centimetri in altezza.
Luogo di conservazione originale: Museo Tattile Statale Omero.

Un'arte drammatica, quella di Annigoni, fatta delle sue esperienze materiate di ricordo, di fede nella memoria storica: molte sue opere, compresi i ritratti, siano essi dipinti o in scultura, emanano un vitalismo intenso, arcaico, come di un'essenza immortale che si concreta nell'oggetto.

Un realismo di ascendenza storica, antica, dunque, uno studio appassionato ed intransigente della realtà: questa la caratteristica saliente della ricerca artistica di Annigoni, un realismo spinto agli estremi che non disdegna, però, una strizzata d'occhio al romanticismo di Friedrich, al simbolismo di Fussli, artisti da sempre ammirati da Annigoni, che ha conosciuto durante i suoi frequenti viaggi in Germania.

Parlando di questo ritratto scultoreo, in terracotta, dell'avvocato Gabriele Consolazio una delle pochissime sculture di Annigoni, non possiamo non notare un acutissimo spirito di osservazione, una ricerca dell'aspra verità: ciò mette questo ritratto concettualmente in dialettica con l'antica tipologia scultorea del ritratto romano, sicuramente di età Repubblicana.

Il ritratto ci mostra, infatti, il volto e la testa del celebre avvocato catturato non nell'età di massimo fulgore, bensì nel declino della vecchiaia, con la pelle invasa dalle rughe, l'accentuata calvizie ed i tratti somatici appesantiti dal tempo. Annigoni ci mostra quindi l'inesorabile inclemenza propria della natura. Ma quelle rughe sul volto, quegli occhi sottolineati pesantemente dagli acciacchi, quella calvizie pronunciata, ci dicono molto sulla persona, sembrano raccontarci dell'esperienza di vita dell'uomo e del professionista.

Ecco, secondo l'antica cultura romana, il valore di una persona era rappresentato dalla sua storia di vita ed è per questo che la maggior parte di quei ritratti raffigurano persone anziane, con i lineamenti fisiognomici corrotti dal tempo, simbolo, cioè, del peso di una vita lunga e piena.

Il concetto è perfettamente applicabile al ritratto in terracotta del Consolazio. Anche la materia usata, la terracotta, contribuisce a sottolineare la veridicità e l'intensità di questo ritratto a tutto tondo: le superfici sono morbide e calde al tatto, ed è evidente come la terracotta riesca a restituire al tatto il senso della volumetrìa della testa, le sue asperità, i colpi di spatola ancora visibili condotti dalle sapienti mani di Annigoni.