stele delle colombe

Autore: Girolamo Ciulla.
Data: 1997.
Materiale: travertino.
Dimensioni: misura in altezza 188 centimetri.
Luogo di conservazione originale: Museo Tattile Statale Omero.

Girolamo Ciulla è nato a Caltanissetta nel 1953. Vive e lavora a Pietrasanta in provincia di Lucca. Espone le sue prime sculture nel 1976 a Catania. Si susseguiranno mostre ed esposizioni personali in varie gallerie italiane tra cui la Forni di Bologna, Galleria d'Arte Moderna a Pietrasanta, gallerie di Milano, Torino, Catania e Venezia.

Le immagini scultoree dell'artista nisseno nascono dall'accostamento di forme geometricamente pure con improvvise figure fantastiche. Il progetto di lavoro, infatti, pur preordinato, lascia spazio ai suggerimenti che affiorano inconsciamente dalla fantasia e dalla memoria. Ciulla ci porta in un mondo di fiaba dove le bambine giocano ancora con le colombe e le emozioni sono appena suggerite da una mano aperta.

Secondo Giansiracusa, è "un artista che cerca nell'archetipo, come il tempio, la ciotola, l'animale selvaggio, gli equilibri dell'età primitiva per innestarvi il sogno del presente". Significativa, nelle sue steli di marmo e travertino e negli altari o templi abitati da bronzei, ossidati coccodrilli, sono le reminiscenze di un viaggio in Egitto di qualche anno addietro, la cui memoria fa comparire una serie di personaggi, tra cui soldati, guerrieri, donne e figure dalle mitologia classica. Anche per Guerrera, Ciulla attinge direttamente al mito: "si spiegano cosi le linee arcaiche, la primordiale innocenza delle figure e l'atmosfera pietrificata e senza tempo".

La stele della colomba, in travertino, con la sua forma totemica, monolitica di parallelepipedo verticale, rientra pienamente nella schiera di custodi-protettori del focolare domestico che popolano l'immaginario ciulliano. Alla base, frontalmente, è incisa una colomba a rilievo entro un rettangolo scavato. La modellazione del corpo è inesistente sino all'altezza del seno. Qui è innestato un secondo blocco di travertino che costituisce la parte superiore del copro: viso, spalle e braccia.Le grandi mani e le dita si allungano sino a sfiorarsi gli indici mentre sostengono un piatto sopra il quale è posta una colomba di profilo. Il viso è scavato all'interno di un copricapo-capigliatura esteso orizzontalmente a bilanciare la verticalità del corpo della statua. La forma del viso risulta un ovale allungato, serrato dalle masse laterali e rigata verticalmente, fino al collo.

Il travertino, risulta freddo e liscio al tatto, ma è in vari punti lavorato con leggere scalfiture e incisioni di varia profondità che, insieme ai naturali incavi, danno movimento e maggiore luce all'opera monocroma.