copia in gesso della statuta di Aulo Metello

Data: primo secolo avanti Cristo.
Materiale: originale in bronzo, copia in gesso.
Dimensioni: copia al vero dall'originale; misura 190 centimetri in altezza.
Luogo di conservazione originale: Firenze, Museo Archeologico.

Ritrovata nel 1566 a Sanguineto, sulle rive del lago Trasimeno, costituisce uno dei rari esemplari di statue bronzee intere e originali del primo secolo avanti Cristo di matrice culturale etrusco - romana.
Essa raffigura, come indicato dall'iscrizione di tre righe posta sul lembo inferiore della toga, il ritratto, o presunto tale, di un certo Aulo Metello e, la dedica al defunto da parte di una magistratura, ci fa presumere che l'Arringatore fosse un uomo politico o comunque legato alla politica.

Luigi Lanzi diede nel 1789 il nome di Arringatore alla statua proprio per il gesto che lo caratterizza: il corpo, in posizione eretta, è leggermente proteso in avanti, le pieghe della toga sembrano andare in direzione opposta, il braccio destro, caratterizzato da una grande e sproporzionata mano, è alzato in segno di eloquente oratoria o come a imporre silenzio per pronunciare un discorso.

Il personaggio indossa un abito tipicamente romano, costituito dalla tunica, la toga e i riconoscibili calcei ai piedi. Il gesto è essenziale, senza ombra di pathos, la testa ha una espressiva fronte spaziosa e una realistica capigliatura ben modellata, il volto è realistico e umano, concentrato nell'atto e solcato dalle rughe, privo di idealizzazione: sono elementi iconografici che ci fanno classificare questa statua come appartenente alla tipologia scultorea romana delle Statue Onorarie Togate d'età repubblicana, la cui esecuzione di alto livello in bronzo si deve sicuramente ad un artista etrusco.