copia di Hermes e Dioniso

Autore: Prassitele
Data: terzo secolo avanti Cristo.
Materiale: originale in marmo, copia in gesso.
Dimensioni: copia al vero dall'originale; misura 170 centimetri in altezza.
Luogo di conservazione originale: Olimpia, Museo di Olimpia.

Formatosi ad Atene, l'opera di Prassitele, segna una profonda cesura con la precedente scultura fidiaca e dà l'avvio ad un nuovo concetto del rapporto uomo - natura che troverà largo seguito nel periodo ellenistico. Prassitele si trova ad operare in una situazione storica agitata, tra una profonda crisi della democrazia ateniese e l'incubo di nuove invasioni da parte persiana. Anche a causa di questi avvenimenti muta lentamente la tradizionale credenza religiosa verso le divinità dell'olimpo, verso le quali l'uomo greco non sente più il sostegno spirituale di sempre.

Di conseguenza si incrina anche quell'idilliaco rapporto di profonda armonia tra uomo e natura del primo periodo classico: la Natura, specchio del Creato, da soggetto diviene oggetto. Ora ha più importanza l'atteggiamento dell'essere umano nei confronti della Natura, quindi il suo sentimento, anziché il suo assoggettamento ad essa.

Le divinità olimpiche rimanevano ancòra uno dei temi preferiti da Prassitele, ma calate in una dimensione più umana, meno distaccata, e con grande attenzione all'elemento naturalistico. La frattura avviene anche nei confronti del pondus, la legge classica dell'equilibrio ponderato, superata da Prassitele ponendo le figure umane in condizione di equilibrio instabile, di abbandono.

Hermes e Dioniso fanciullo”, una delle poche opere originali di Prassitele, scolpita nel marmo fra il 340 e il 330 avanti Cristo, e trovata nel tempio di Hera ad Olimpia, è fondamentale in quanto summa totale delle novità stilistiche e concettuali portate dal suo autore nella scultura greca: l'opera totale raffigura un episodio del mito di Dioniso, il dio del vino e dell'ebbrezza, che ancora fanciullo venne affidato ad Hermes, messaggero degli dei e inventore della lira, dal padre Zeus affinché potesse osservarlo. Hermes, raffigurato in posizione eretta, nell'originale recentemente ricostruito regge sul braccio sinistro Dioniso fanciullo, che sembra guardare con tono un po' minaccioso, quasi per rimproverarlo, mentre il calco che vi presentiamo rappresenta solo Hermes.

Il corpo di Hermes è in condizione di totale abbandono: la sua struttura è costruita sull'inclinazione di tre assi, due rappresentati dalla testa e dalle gambe in direzione parallela, il terzo rappresentato dal tronco in direzione obliqua rispetto i precedenti. Questa struttura a causa dello spostamento dell'intero gruppo scultoreo rispetto l'asse di gravità comunica un forte senso di instabilità e nel contempo di dinamismo.A sostenere fisicamente l'intera opera intervengono però elementi esterni come la presenza di un tronco d'albero o un lembo di drappeggio, atti ad evitare il crollo della scultura.

Hermes, ritratto più umano che divino, è caratterizzato da un volto languido, trasognato, e il suo corpo ha una superficie morbida, luminosa, sembra ai limiti della trasparenza, grazie al marmo, materiale preferito da Prassitele. Il modellato è soffice, privo di asperità, la muscolatura è molle e poco pronunciata, quasi effeminata, molto sensibile alla luce che crea uno sfumato tenue, ovattato.