copia dei  Lottatori

Data: copia romana del primo secolo dopo Cristo da originale del terzo secolo avanti Cristo.
Materiale: originale in marmo, copia in gesso.
Dimensioni: copia al vero dall'originale; misura 95 centimetri in altezza e 117 centimetri in larghezza.
Luogo di conservazione originale: Firenze, Galleria degli Uffizi.

La scultura, in marmo, rappresenta due figure umane intente a praticare lo sport della lotta: i due corpi sono avvinghiati, e un lottatore sembra avere la meglio rispetto all'altro, inginocchiato e con il braccio torto.
La struttura muscolare dei due corpi è ben definita e gonfia per lo sforzo dovuto al tipo di movimento, serrato e concitato: il modellato risulta compatto, potente, e la composizione animata da energiche linee che dall'esterno convergono verso il nucleo centrale costituito dalle due teste.

In seguito a studi sull'opera risulta che nessuna delle due teste appartiene al gruppo originario, e quella del lottatore sottostante è la più antica e si avvicina stilisticamente alle teste dei figli del "Gruppo di Niobe".

Probabilmente le teste sono state aggiunte a posteriori e ciò rientra nel tipico atteggiamento libero della cultura romana d'età repubblicana di assemblare le sculture antiche prive di particolari anatomici con resti di altre sculture.
La scultura, conservata a Firenze, negli Uffizi, è stata attribuita, nel tempo, a Mirone, a Cefisodoto e ad Eliodoro, gli ultimi due menzionati da Plinio come autori della tipologia scultorea del "symplegmata", cioè gruppi strettamente allacciati.
Attualmente la scultura è considerata una copia romana da un originale in bronzo appartenente alla Scuola pergamena o a qualche allievo di Lisippo.