copia della Nike di Samotracia

Autore: Pythòkritos.
Data: secondo secolo avanti Cristo.
Materiale: originale in marmo, copia ridotta in gesso.
Dimensioni: copia ridotta dall'originale: misura 123 centimetri in altezza.
Luogo di conservazione originale: Parigi, Museo del Louvre.

L'opera è originale in marmo di Rodi con tracce di colore, attribuita allo scultore Pythòkritos della Scuola di Rodi, realizzata e dedicata nel 190 avanti Cristo per commemorare le vittorie riportate dalla flotta di Rodi su Antioco Terzo re della Siria.

Secondo una ricostruzione questa colossale dèa alata della vittoria era in origine posta sulla prua di una grande nave collocata su una collinetta di fronte al Santuario dei Cabri, nell'isola di Samotracia. Questa gigantesca Nike alata, alta 328 centimetri, sembra atterrare o spiccare il volo dalla prua della nave: la figura, eretta, si sviluppa lungo l'asse perpendicolare della gamba destra, sulla quale appoggia tutto il corpo, mentre la gamba sinistra è arretrata come a cercare stabilità o per darsi lo slancio necessario.

Il torace è spinto in avanti, quasi gonfio d'aria inspirata, e leggermente ruotato a destra rispetto l'asse centrale, quasi come se stesse per volgere il proprio busto, mentre la parte inferiore del corpo sembra accennare una rotazione verso il lato opposto: questa lieve torsione crea una linea sinuosa che percorre tutto il corpo della dea, ispirando un forte senso di dinamismo. Questa particolare postura fisica si può spiegare con un'azione che, a causa della frammentarietà dell'opera, possiamo solo presupporre: forse essa innalzava una corona, o, come sostengono alcuni studiosi, reggeva un trofeo con la mano sinistra ed una tromba con la destra, nella quale soffiava.

Il fascino di questa Nike è dato dalla sua leggerissima veste, il chitone, che un vento impetuoso sembra incollare, quasi dissolvendolo, al bellissimo corpo, lasciando intravedere i suoi seni prorompenti, le curve morbide del ventre, il leggero infossamento dell'ombelico.