Venere al bagno o Italica

Autore: Antonio Canova.
Data: 1812.
Materiale: originale in marmo, copia in gesso.
Dimensioni: originale 110 centimetri in altezza, copia al vero.
Luogo di conservazione originale: Firenze, Galleria Pitti.

Nel 1781 Antonio Canova, uno dei più grandi scultori neoclassici, giunge a Roma da Venezia dove, entrando in contatto con le teorizzazioni della cultura classica del Winckelmann, sviluppa la sua ricerca sul bello ideale: la sua ammirazione e il gusto per l'antico si consolidano e si arricchiscono grazie alle numerose statue antiche che venivano alla luce dagli scavi archeologici.
Nel 1800 il suo straordinario talento trova debito riconoscimento nell'acquisto, da parte del governo pontificio, di alcune sue opere, le uniche realizzate da un artista moderno ad essere ammesse accanto a quelle antiche nelle sale del Museo Vaticano.
La statua della Venere Italica presa in esame fu commissionata al Canova da Ludovico Primo di Borbone e doveva essere una copia della celebre Venere Medici del secondo secolo avanti Cristo. Canova non eseguì una copia identica all'originale, ma reinterpretò liberamente il soggetto dando vita ad un'opera del tutto inedita e singolare. La statua raffigura Venere appena uscita dal bagno.

La divinità è rappresentata in piedi coperta da un drappo che scende fino a terra tenuto sul ventre con la mano destra, mentre con la sinistra un lembo viene premuto sul seno destro; il seno sinistro rimane scoperto. Completamente nuda rimane la parte posteriore del bellissimo corpo. Il capo della dea è girato verso sinistra mostrando uno splendido profilo all'osservatore che si pone in posizione frontale.
L'acconciatura dei capelli, raccolti sulla parte alta del capo in una piccola coda, è alla greca. Il busto è proiettato in avanti così come la gamba destra dando la sensazione di un leggero e cauto incedere.

La statua poggia su di un piedistallo rotondo che sembra invitare lo spettatore a girare intorno alla bellissima figura per osservarla da tutte le parti. Le sculture di Canova, infatti, non hanno mai un punto di vista privilegiato ed è necessario cambiare posizione per godere appieno delle stupende forme.
Rispetto alla Venere Medici l'opera del Canova appare sicuramente più sensuale sia per l'atto candido e semplice con il quale la dea cerca di coprire la sua nudità che per la sua movenza, appena accennata, leggera e aggraziata. Della statua esistono altre due versioni realizzate da Canova: una si trova a Monaco, nel Residenzmuseum, mentre di un'altra, venduta a Londra nel 1930, si sono perse le tracce.