Vergine di Bruges

Autore: Michelangelo Buonarroti
Data: dal 1501 al 1506 circa.
Materiale: originale in marmo, copia in gesso.
Dimensioni: copia al vero dall'originale; misura 135 centimetri in altezza.
Luogo di conservazione originale: Bruges, Chiesa di Notre Dame.

Michelangelo iniziò l'esecuzione della Vergine col Bambino in marmo per la Cattedrale di Notre Dame di Bruges forse nel 1498 ma la terminò probabilmente attorno al 1506, e questo è visibile dal differente aspetto formale del Bambino rispetto alla figura della Vergine, la cui fisionomia del volto ricorda quella del David. Tuttavia la datazione dell'opera è incerta. La critica crede comunque che la sua esecuzione si collochi tra la Pietà di Roma e il David.

La composizione del gruppo è basata sulla postura perfettamente in asse della Vergine, e questo sembra sottolineato dalle pieghe simmetriche, sul petto, della veste, dal manto che copre la testa di Maria quasi fosse una cupola, a forma ogivale, e la fisionomia classicheggiante del volto, che, con la fissità dello sguardo, pensoso e triste, tradisce un profondo presentimento di dolore, quasi a prevedere il dramma della Passione; sul fermaglio della veste, sul petto, è ricavato un Cherubino, simbolo della “intelligenza chiara”, del “dono della Profezia”.

Gli storici hanno trovato rapporti iconografici con il tema bizantino della Vergine platitera, cioè che porta in seno il Bambino, ma anche con l'iconografia della padovana Madonna col Bambino di Donatello. Michelangelo inserisce la figura del Bambino tra le ginocchia della madre e il suo moto determina un guizzo dinamico alla composizione di per sé statica, ma appare chiuso o avvolto parzialmente dalle pieghe della veste materna, il che conduce al tema poetico del Bambino che esce dal corpo materno, offerto al mondo; ma anche il Bambino sembra provare la stessa emozione della Madre, perciò si offre e si ritrae allo stesso tempo, cercando protezione nel grembo materno.