E' con profondo sconcerto e sincero dolore che apprendo della scomparsa di Roberto Farroni, presidente e direttore del Museo Tattile Statale Omero.
Uomo di enorme cultura, appassionato di arte, promotore di numerosissime iniziative, è stato tra gli attori principali della vita culturale della città. Nonostante la sua esistenza sia stata segnata da una grave disabilità fisica, Roberto ha avuto il coraggio, la dignità, la forza di portare avanti innumerevoli battaglie sul piano politico, civico, culturale. A favore della crescita culturale del capoluogo e dell’integrazione a tutti i livelli della società delle persone portatrici di handicap.
Solo pochi mesi fa gli era stato assegnato il prestigioso Premio Rotondi 2011, sezione Marche, per l'attività che la struttura museale da lui presieduta ha svolto in passato ed in tempi recenti nella salvaguardia e nella diffusione della cultura. Si è voluto in questo modo premiare l’impegno di un uomo che ha voluto e saputo ideare e promuovere, insieme ad Aldo Grassini e Daniela Bottegoni, uno dei rari musei al mondo nati per promuovere l'integrazione delle persone con disabilità visiva, destinato alla fruizione tattile delle opere d’arte e finalizzato all’accessibilità totale dei beni culturali. Il Museo Omero –grazie a Farroni – è andato a coprire un vuoto nei servizi culturali e sociali, estendendo la propria funzione anche alla promozione e didattica dell'arte e diventando una realtà efficiente e funzionale che accoglie annualmente migliaia di visitatori. A lui si deve in massima parte anche tutto l’iter scientifico e di ricerca che porterà presto- speriamo- il Museo Omero alla Mole Vanvitelliana, con un progetto scientifico che si basa sulle più recenti conoscenze e competenze del settore. E ci dispiace davvero tanto che il suo presidente non potrà assistere a questo momento, sognato da anni.
Oltre alla sua tenacia e alle sue altissime qualità professionali, desideriamo ricordare la sua grande generosità e disponibilità che ne hanno fatto una personalità stimata ed apprezzata. Alla moglie Barbara Toppi, inseparabile compagna e collaboratrice, le più sentile condoglianze per questa grave e immatura perdita.
E a Roberto, un saluto e un ringraziamento commossi.