Il Messaggero del 09-05-2011

ANCONA. «Ancona potrebbe aspirare a diventare la capitale mondiale della percezione. A partire dal Museo Omero che permette di capire cosa vuol dire percepire e di comprendere che ci sono altri sensi per capire». La singolare proposta scientifica è stata avanzata da Philippe Daverio, sabato alla Mole Vanvitelliana, al convegno Arte Insieme, cultura e culture senza barriere. «Un museo che non fa ricerca è una scatola vuota» ha detto Daverio, l'antropologo (così vuole essere definito, e in effetti lo è). Daverio vola alto. Il Museo Omero è interessato alla didattica, non è solo per i ciechi, vuole diffondere la cultura della fruizione tattile dell'arte per tutti. Solo così i non vedenti potranno toccare tutte le opere. E occuparsi della percezione in questo modo permette di approfondire e portare nuove conoscenze scientifiche sull'argomento. Gli psicologi studiano la percezione e possono allargare i loro orizzonti con il prezioso e insostituibile aiuto dei ciechi; ci sono cose che conoscono solo loro. Sarebbe interessante confrontare come si forma l'idea, il significato di un oggetto a partire dalla percezione tattile (di non vedenti), con la formazione del concetto dello stesso oggetto da parte di vedenti, e così via.

«Mi interessa moltissimo trovarmi ad Ancona per lo studio della percezione - ha detto Daverio - il Museo Omero può avere questo scopo particolare, non ci sono musei in Italia che facciano ricerca sulla percezione. Si possono mettere insieme tutte le sperimentazioni sensoriali». E il discorso di Aldo Grassini, non vedente, fondatore dell’Omero con la moglie Daniela Bottegoni, che ha preceduto quello di Daverio, è stato esemplificativo.

«L'emozione ci porta a dare un significato alle cose che ci stimolano - ha detto Grassini- ci sono emozioni che partono dall'esperienza tattile, come altre partono dall'esperienza visiva, e poi danno luogo ad un significato». Il convegno si è tenuto in uno degli affascinanti locali "non finiti" della Mole che ospiterà il museo in futuro. Sono intervenuti il Sindaco Gramillano, l’assessore Nobili, Roberto Farroni, presidente dell0'Omero; Andrea Socrati, che ha dovuto rinunciare alla sua relazione per mancanza di tempo; Alfio Albani, dirigente scolastico del Mannucci e Nicola Quirico.

In mattinata sono state presentate le due opere di Walter Valentini (assente per motivi di salute), donate all'Omero e subito esplorate dai non vendenti. Si tratta delle terracotte Di-segno e Superficie, con i bordi frastagliati, una è "spezzata". «Creare le due opere - ha detto Daverio - ha costretto l’artista a fare un passo avanti nel suo lavoro espressivo, ad aggiungere una fisicità che normalmente non c'è; il dialogo tra le varie sensibilità operano un passo avanti». «Queste opere hanno il senso della continuità - ha detto Valentini in una video intervista - è importante capire come una linea si muove».
Durante i lavori Farroni ha invitato Daverio a propore ogni anno una serie di conferenze e lui, interpellato a fine convegno ha ribadito «vediamo cosa si può fare». Presente lo scultore Felice Tagliaferri, il suo Cristo rivelato, verrà esposto in città durante il congresso eucaristico. Arte Insieme proseguirà il 12 in corso Garibaldi dalle 9 alle 12,30 con l’happening sul viaggio.

di Franca Santinelli