Con l'arrivo dell'anno 2010 arrivano i nuovi Volontari del Servizio Civile Nazionale a prestare la loro opera e i chi se na va lascia sempre una decisiva impronta nei nostri cuori.

Il Presidente Roberto Farroni alle ragazze del Servizio Civile 2009:

Carissime Alessia, Chiara, Maria Giulia e Sabrina,
desidero esprimervi, ancora una volta, i sensi di viva gratitudine per il "Servizio" da voi svolto presso il Museo. La vostra presenza è stata preziosa per il miglioramento della nostra istituzione sul fronte dell'accoglienza, della ricerca culturale e scientifica ma, soprattutto, dell'umanità che ci avete fatto "toccare con mano".
Vi auguro ogni bene nella speranza di rivedervi presto. Il Museo sarà sempre anche la vostra "casa".
Teniamoci in con.. tatto!
Un abbraccio forte, forte
Roberto Farroni

Le loro risposte:

Caro Roberto,
a ringraziare per il sogno che mi avete fatto vivere sono io, anzi i ringraziamenti saranno sempre troppo pochi in confronto a quello che mi hanno dato questi due anni al museo.
Da parte mia i con...tatti rimarranno sempre vivi, anche perchè il distacco da voi per me sarà duro, quindi per renderlo più dolce verrò a trovarvi appena sentirò la nostalgia!
Contate pure su di me se ne avete bisogno, io per il museo ci sarò sempre.
Un grazie di cuore per aver trovato questa splendida famiglia
Un abbraccio
Alessia

Grazie a voi per averci dato la possibilità di fare questa bellissima esperienza del Servizio Civile,in un ente così legato e vicino al sociale,al quale rivolge cura e attenzione. Sono felice di aver fatto parte per un anno dello staff del Museo Omero e di aver incontrato persone diverse tra loro ma legate dalla stessa voglia di rendere il museo un luogo accogliente e piacevole,oltre che accessibile a tutti. Ognuna di noi quattro ha messo la propria esperienza personale a disposizione degli altri e insieme siamo riuscite a creare un buon lavoro di squadra per la realizzazione di iniziative...passatemi il termine, tratto dal mio laboratorio preferito..."STRA-ORDINARIE"!!!
Con affetto,
Chiara

Gli incipit, come gli 'arrivederci', creano uno scomodo senso di smarrimento per cui, com'è difficile pensare di aver già concluso questa irripetibile esperienza al Museo Omero, così lo è iniziare a materializzare su un foglio bianco 365 giorni di vita trascorsa assieme a persone uniche, in tutti i sensi.
È cresciuta vertiginosamente la consapevolezza del termine di questa avventura proprio oggi, 6 gennaio, ultimo giorno di servizio.
Riconosco il profumo invernale del Museo, dove l'odore della carta si confonde con sapori natalizi misteriosi, donando alle sale un senso di familiarità. È con questa sensazione che un anno fà inizia il mio Servizio Civile: il Museo riprende i ritmi dopo le vacanze, in sottofondo il ronzio del computer. Cristiana, persona dalla grande professionalità e sensibilità, in poche settimane ha fatto in modo che riuscissimo, tutte e quattro le volontarie, a muoverci autonomamente, passo dopo passo. Ed è proprio per questa fiducia nei miei confronti che devo e voglio ringraziare il Museo Omero. Mi è stata data l'opportunità di mettermi alla prova sotto tanti punti di vista, e soprattutto ho avuto la possibilità di conoscere una realtà unica, che coinvolge persone veramente straordinarie. A partire dai laboratori didattici sino alle visite guidate con persone non vedenti, ipovedenti o con handicap motorio e mentale, bambini dal passato tragico che si manifesta nel presente, persone sole o abbandonate.
Questa è la prima grande realtà che si respira al Museo, una realtà speciale nella quale è possibile trovare valori importanti, l'umanità che la quotidianità così sempre veloce non permette di cogliere.
E questa è solo una parte (la fondamentale) di questo caleidoscopico Museo!
La seconda parte dell'anno mi sono state date responsabilità sempre maggiori che mi hanno messo alla prova più volte; è stato molto stimolante e 'formativo' potersi mettere in gioco e lavorare nell'ambito dell'organizzazione di eventi culturali.
Tempus volat! Mi accorgo solo ora, svuotando il cassetto, di quante attività si sono svolte in questo anno, e di quanto il tempo sia passato velocemente. Non sò se sarà mai possibile rivivere le esperienze e le emozioni di questo anno in futuro, in un'altra realtà.
Proprio per questo desidero ringraziare le persone che mi hanno aiutato a crescere, ad imparare dai miei errori, a tacere quando è stato il caso, a sorridere, a vivere le diverse realtà con spontaneità, a coloro che mi hanno insegnato a sentire prima di vedere, a cogliere la semplicità della vita.
Un abbraccio alla Famiglia del Museo Omero.
Maria Giulia

Gentile Roberto,
Con caparbietà e un pizzico di ingenuità ho lasciato la mia casa per un anno…ora a distanza di 12 mesi posso dire di averne trovata un'altra qui! Il servizio civile non è stato solo presenza al museo, visite guidate o altro, è stato anche parte integrante e motivo primo della mia permanenza…poliedrico e profondo tanto da lasciare in me grandi cambiamenti. Sono felice perché mi è stata data la possibilità di fare, e vivere, ciò che desideravo.
Sabrina