Corriere Adriatico del 10 novembre 2010

Uno strumento realizzato per far conoscere meglio a tutti la storia della cattedrale di San Ciriaco.

E' stato presentato giovedì pomeriggio all'arcivescovo Menichelli il totem sensoriale collocato da qualche tempo all'interno di San Ciriaco. Realizzato dai ragazzi della scuola media Donatello, in collaborazione con quelli dell'istituto d'Arte Mannucci su progetto e consulenza del Museo Tattile di Ancona, si tratta di un punto informativo per non vedenti e ipovedenti. E' composto da un piano d'appoggio, da un modellino in argilla e da una serie di tavole tattili che riflettono la facciata e la pianta della chiesa. "E' il frutto di un lavoro didattico durato un anno - ha precisato la professoressa Silvana Rota Matir dell'Istituto comprensivo Cittadella-Archi sud, intervenuta insieme agli studenti impegnati nella realizzazione e alla dirigente Daniela Romagnoli. "Siamo partiti dal fatto di dare modo anche a chi non vede di poter ammirare le bellezze architettoniche della cattedrale, tramite scritture e plastici in cui sono stati utilizzati materiali che offrono anche un senso della prospettiva, curando molto i dettagli grazie all’innata fantasia dei ragazzi".
"Si tratta di un'opera particolarmente efficace per i non vedenti - ha detto Aldo Grassini e Daniela Bottegoni, esponenti dell'Unione italiana ciechi -. Il Duomo per ogni anconetano è un luogo magico e grazie a questo lavoro anche per noi è possibile vederlo e toccarlo con mano".
Il presidente del Museo Omero Roberto Farroni ha parlato di una sorpresa, in occasione del Congresso eucaristico nazionale. "Per quella data il museo sarà alla Mole e stiamo pensando di realizzare un modello architettonico di San Ciriaco con elaborazioni tridimensionali da offrire ai visitatori e uno in marmo da donare al Papa, che visitando la Mole speriamo possa trovare modo di vedere anche il nostro museo".
L'arcivescovo Menichelli ha esortato i ragazzi ad abituarsi alla parola diversità, ringraziandoli per il loro impegno e per aver pensato "al simbolo storico, umano e spirituale della città".

Roberto Senigalliesi