Immagine della scultura: Amanti, 1981, bronzo

dal 23 luglio al 6 novembre 2005,
Ancona, Mole Vanvitelliana, Banchina da Chio.

Biglietto unico a 7 euro con la mostra Leonardo. Genio e visione in terra marchigiana. Aperta anche lunedì 31 ottobre (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20) e martedì 1 novembre (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 23).

Introduzione alla mostra

La mostra “Manzù: l'avventura di Ulisse” è un evento promosso e organizzato dal nostro Museo in collaborazione con lo Studio Copernico di Milano. Curata da Erich Steingräber, Alberto Fiz e Marco Vallora, la mostra si snoda attorno al mito di Ulisse ed espone 50 opere che documentano compiutamente il percorso artistico di Giacomo Manzù, dal 1935 fino alle ultime opere del 1990.

Ad introdurre il senso di questa straordinaria esposizione, patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Comune di Ancona e realizzata con il contributo della Regione Marche e della Provincia di Ancona, è stato il Presidente del Museo Omero Roberto Farroni seguito dal critico Erich Steingräber, dalla moglie dell'artista, Inge Schabel, e dalla figlia Giulia Manzù. Un senso che lasciamo spiegare alle parole di Giacomo Manzù: “Ulisse, poeta vagabondo, ignaro dei temi materiali, lontano dalle avidità corporali, spinto come le nuvole dal vento, andava per terre e per mare ispirato dall'aria mediterranea, portando con sé il trionfo quotidiano del coraggio, della sfida, della lotta. Amando la terra e gli esseri, come per vincerli ed averli con sé. Anche nel ritorno Ulisse, dove l'amore ti ha portato alla fine, o grande uomo senza età e paragoni nel tuo canto sei impareggiabile.” In queste parole di “L'identificazione di Manzù con Ulisse è completa“ come sottolinea Marco Vallora nel saggio del catalogo. E Inge Schabel conferma nel suo libro “Lo scultore e la ballerina”: “Manzù si sentiva Ulisse. Ulisse naufrago, Ulisse della perenne ricerca, Ulisse che solca mari sconosciuti. Ulisse del ritorno. L'Odissea di Ulisse. L'odissea di Giacomo”.

L'allestimento

L'allestimento di Massimo di Matteo con la dominante del colore blu e il colpo diretto e sintetico delle luci sulle opere ha saputo rendere questo viaggio alla continua ricerca dei limiti conoscitivi ed espressivi dell'uomo. Un racconto tenuto insieme dalle parole immortali di poeti come Omero, Dante, Kavafis e autori vicini come Scarabicchi e dal dialogo muto da sala a sala fra Inge Penelope e Giacomo Ulisse.Nell'atmosfera silente e raccolta delle sale sarà possibile avvicinarsi e toccare l'intimità di opere abbarbicate nella loro solitudine come il rannicchiato “Fauno”, oppure scrutare l'amore scolpito nel candore del marmo o nel calore del bronzo dei vari Busti di Inge o nei teneri olii di “Pittore e Modella”: il dipinto della loro camera da letto mai esposto prima. Da ammirare anche il raro “Busto di Giulia” dedicato alla figlia. Nel cammino s'incontrano poi i famosi Cardinali guardati da preziosi bassorilievi raramente visibili come quello della Deposizione. Dal sacro si esce con la levità di “Divertimento (Grù)” per arrivare all'angolo dell'equilibro precario di “Tebe che cade” e alla raffinatezza dell'ebano nero di “Ragazza in poltrona”: un omaggio alla donna, che corona nell'accoppiamento degli “Amanti”. Nell'ultima sala trionfa infine Ulisse.

Un'esposizione da percorrere curiosi come il grande navigatore per scoprire con gli occhi e con le mani il senso di opere fabbricate con amore e sincerità e caricarsi dello loro potenza. Un'occasione unica per vedenti e non vedenti.
"Ulisse mi ha sempre attirato per la sua forza, la sua perseveranza, la sua intelligenza che lo fanno trionfare su tutte le avversità che il destino accumula contro di lui." Giacomo Manzù.

Informazioni e visite guidate

Ingresso:

intero euro 5; ridotto anziani, giovani dai 18 fino ai 25 anni, insegnanti, associazioni euro 4; ridotto gruppi oltre le venti persone, giovani dai 6 fino ai 18 anni euro 3; ridotto scuole euro 2; biglietto famiglia euro 10; ingresso gratuito bambini fino a 6 anni e disabili con accompagnatore.
Biglietteria mostra: Tel. 071 52 56 9 (in orario mostra).
E-mail: didattica@museoomero.it.
Visite guidate tutti i giorni alle ore 18.00 al costo di euro 2,00 e sempre per gruppi di minimo 20 persone.
Attività gratuite in mostra: disegno dal vero; le stanze della memoria; diario di viaggio.

Orario:

da martedì a giovedì 16-20; da venerdì a domenica 10-13 e 16-23; per le scuole tutti i giorni su prenotazione.

Come arrivare in mostra

In aereo:

Aeroporto Raffello Sanzio di Falconara Marittima.
Dista circa mezz'ora d'auto. Collegamenti taxi e autobus sono disponibili in coincidenza con i voli.
Voli nazionali ed europei: Roma, Milano, Verona, Palermo, Olbia, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Mosca, Barcellona, Bucarest, Sharm-el-sheik.

In nave:

Porto di Ancona.
Collegamenti con i porti di Grecia, Croazia, Turchia, Cipro, Albania, Creta, Cicladi. Compagnie: Costa Crociere, Superfast, Minoan, Anek, Marlines, Strinzis Blue Star, S.E.M., Jadroljina, Adriatica, Snav.

Immagine della scultura: Busto di Inge, 1979, marmo di Carrara

In treno

Stazione ferroviaria di Ancona. Proseguire a piedi per circa 1 km direzione centro di Ancona. Arrivati in zona Archi si incontrerà il complesso della Mole Vanvitelliana sulla propria sinistra, nella zona porto.
Stazione ferroviaria di Ancona Marittima (treni locali). Proseguire direzione dogana e superarla. La Mole Vanvitelliana è ad appena 5 minuti a piedi.

In autobus:

Dalla stazione ferroviaria, prendere la linea 1 oppure 1/4 e scendere alla quarta fermata (zona Archi - prima del semaforo). Dal centro città, piazza Cavour o piazza Roma, prendere la linea 1, 1/4, 22, 24, 42, 44 e scendere alla fermata nei pressi di Porta Pia.

In auto e pullman:

Autostrada A 14, Uscita Ancona Nord: prendere la Superstrada in direzione Ancona ed uscire ad Ancona Nord. Seguire le indicazioni per il Porto, Imbarco Crociere Cruise Terminal.
Autostrada A 14, Uscita Ancona Sud: prendere la Strada Statale 16 e di seguito l'Asse Nord Sud direzione Porto, Imbarco Crociere Cruise Terminal.
Superata la Fiera, in zona porto, s'incontra sulla sinistra ben visibile il complesso della Mole Vanvitelliana.
L'ingresso è raggiungibile mantenendosi all'interno dell'area portuale. E' possibile parcheggiare l'auto nei suoi pressi.

Link interni:

Scarica gli allegati:

Immagine della scultura Tebe che cade, 1985-89, bronzo