Foto della scultura in gesso: Cristo Risorto, 1928 circa

dal 12 marzo al 17 aprile.
Mole Vanvitelliana, Banchina di Chio, Ancona.

Introduzione

La continuità dell'arte nell'evolvere della scultura, passa anche attraverso l'Omaggio a Vittorio Morelli, la mostra che accanto ed insieme a “La Memoria dell'Antico. D'après L'Antique”, è stata inaugurata il 12 marzo alla Mole Vanvitelliana. Alcune sue importanti e significative opere sono inserite anche nel percorso espositivo di questa rassegna.

Vittorio Morelli

Vittorio Morelli nato ad Ancona (1886-1968), scultore di formazione plastica classicista, ma anche disegnatore ed architetto, personalità schiva e, al tempo stesso, idealisticamente effervescente, ha lavorato instancabilmente per tutta la vita (anche durante i dieci anni al servizio della Patria, soldato e graduato nelle due guerre mondiali) nella ricchezza delle soluzioni formali, sempre e solo fedele al suo intenso amore per l'Arte. Collaboratore dell'architetto Guido Cirilli ma anche di Cesare Bazzani, attivo in molti centri delle Marche, amò tanto Ancona da legare indissolubilmente la sua opera costante e preziosa alle vicissitudini della ricostruzione fisica e culturale della città.

La mostra

La mostra, curata da Massimo Di Matteo, con un Comitato Scientifico formato da Giuliano de Marinis, Roberto Farroni e Aldo Grassini, comprende bozzetti, opere plastiche e sculture e intende rendere omaggio ad un artista di grande generosità e talento, per molti versi non compreso o conosciuto appieno. Un catalogo, editato dal Museo Omero, raccoglie scritti di Fabiola Brugiamolini, Massimo Di Matteo e Roberto Farroni.

Dal Catalogo:

“L'omaggio a Vittorio Morelli promosso dal Museo Tattile Statale Omero mi rende particolarmente felice per diversi motivi. Per avere voluto questa mostra quale evento collaterale all'esposizione: 'La Memoria dell'Antico. D'Après l'Antique' che segna l'inizio della prestigiosa collaborazione con il Museo del Louvre e perché con la mostra di Morelli rendiamo omaggio ad un artista autentico il cui valore dovrà essere ancora oggetto di studio e di riflessione.Quello che facciamo oggi, grazie alla passione di Massimo Di Matteo, è una operazione di 'verità intellettuale' rispetto all'opera di Vittorio Morelli che merita, sicuramente, di essere ulteriormente studiata per restituire, in tutta la sua grandezza, il legame culturale e civile che attraversa l'eclettismo di questo artista e la sua città.Grato sono poi al fatto che questa mostra ci permette di ricordare, riannodando alcuni fili della trama culturale intessuta, l'indimenticata Fabiola Brugiamolini, rispetto al suo insuperato lavoro di studio e di ri-scoperta di quei valori artistici dimenticati o non sufficientemente conosciuti e considerati.
Fabiola, per prima, scoprì l'enorme valore nell'opera di Vittorio Morelli e per questo, senza retorica, voglio dire che la sua presenza è viva in questa esposizione che oltre ad essere un doveroso omaggio a questo artista rappresenta un comune sentire attraverso 'tracce' di un mosaico artistico nascosto ed ideale che non deve essere dimenticato.” (Roberto Farroni ).

Notizie utili:

Orario visite

tutti i giorni dalle ore 15.30 alle ore 19.30 (su richiesta apertura anche la mattina per gruppi di studenti); domenica dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 19.30; chiuso il lunedì. Chiusura: 1 maggio.

Ingresso:

euro 2,00 intero; euro 1,50 studenti, gruppi (almeno 10 persone); euro 5,00 biglietto famiglia; euro1,00 scuole; gratuito disabili e accompagnatori, bambini fino a 6 anni. Visite guidate su prenotazione per minimo 10 persone € 1,00 in aggiunta al biglietto di ingresso. Laboratori didattici per le scuole € 1,50 ad alunno in aggiunta al biglietto di ingresso, docenti gratuito.

Per informazioni:

Museo Tattile Statale Omero, telefono 071.2811935, fax 071.2818358, info@museoomero.it.

 

Link interni:

Foto della scultura in bronzo: monumento al Fante, 1927