copertina del libro

Sabato 10 giugno ore 17:30
Sala conferenze, Museo Tattile Statale Omero, Ancona
con Antonio Luccarini e padre Pier Paolo Ruffinengo

Il nuovo libro di Maria Grazia Maiorino, "La pietra salvata", è la sua quinta raccolta di versi, pubblicata da Il Lavoro editoriale, con la cura di Anna De Simone, che nella prefazione ripercorre le varie tappe del cammino esistenziale e poetico dell’autrice bellunese-anconetana, ben inserita tra le voci femminili più interessanti e libere delle Marche, anche per la sua vena narrativa, che si è espressa nei racconti e nel romanzo "L'Azzurro dei giorni scuri". La voglia di narrare emerge anche ne "La pietra salvata", dove lo slancio lirico si coniuga con l'attenzione alla concretezza, alla fragilità delle piccole cose, all'incontro con le persone e i luoghi: nell'intento di dare voce a chi non ce l'ha, comprese le presenze invisibili, dentro e fuori ogni essere umano. Il tema del viaggio è essenziale nella ricerca poetica della Maiorino: viaggio come possibilità di scoperta, di avventura, di cambiamento, soprattutto nell'itinerario disegnato in quest'ultimo libro, punto d'arrivo e di svolta che prelude a un cammino ulteriore di ricerca spirituale.

Maria Grazia Maiorino

Nata a Belluno da madre veneta e padre lucano, dopo aver trascorso parte dell'infanzia e dell'adolescenza al sud, è approdata ad Ancona, sua città di adozione e di formazione. Si è laureata in Lettere a Urbino e ha insegnato nelle scuole medie fino al 1993; si è poi dedicata all’attività letteraria organizzando laboratori e rassegne di scrittura poetica e narrativa. Scrive poesie, racconti, saggi di critica letteraria; i suoi testi sono apparsi in riviste, antologie e collettanee. Ha esordito con la raccolta di versi "E ho trovato la rosa gialla", prefazione di Guido Garufi (Forum, 1994) Per la poesia ha pubblicato inoltre: la silloge "Sentieri al confine", nell'antologia "7 poeti del premio Montale" (Scheiwiller, 1997); "Viaggio in Carso" (Edizioni del Leone, 2000); "Dare la mano a un albero", fotografia e haiku, in collaborazione con Giovanni Francescon e con una nota critica di Paolo Ruffilli (Rocciaviva, 2003); "Di marmo e d'aria" (Manni, 2005); "I giardini del mare", con i disegni di Raimondo Rossi e la prefazione di Gastone Mosci (peQuod, 2011). Nel 2006 è uscito per i tipi delle edizioni peQuod di Ancona il suo primo romanzo, intitolato "L'Azzurro dei giorni scuri". Nel 2013 e nel 2015 ha pubblicato due raccolte di racconti, "L'America dei fari" e "Angeli a Sarajevo", con la casa editrice Gwynplaine. Due antologie, pubblicate recentemente da Vydia editore e curate da Cristina Babino, la vedono inserita tra le voci femminili e poetiche che si sono distinte nelle Marche negli ultimi decenni: "Femminile plurale – Le donne scrivono le Marche" (2014) e "S'agli occhi credi – Le Marche dell'arte nello sguardo dei poeti" (2015). 

Ingresso libero.

Info: Museo Tattile Statale Omero - Mole Vanvitelliana
Banchina Giovanni da Chio 28 Tel. 071 2811935 sito www.museoomero.it email: info@museoomero.it
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