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Arte e autismo: il Museo Tattile Statale Omero si apre a nuove possibilità di comunicazione

Il Museo Tattile Statale Omero, all’interno delle Mole Vanvitelliana di Ancona, è uno spazio culturale sui generis che già dal nome suggerisce la sua prima finalità: permettere di conoscere l’arte attraverso il tatto, un'esperienza unica per tutti, indispensabile per i non vedenti.

Nel 2015/2016 il Museo Omero ha aperto le porte ad un nuovo progetto sperimentale "Il Museo e l'Autismo", in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Ancona, che per la durata di un anno ha visto coinvolti cinque utenti autistici dagli 11 ai 13 anni. Gli operatori del Museo hanno lavorato per trasformare un luogo d’arte e di creatività in un ambiente strutturato, stimolante e rassicurante per esperienze didattiche e di socializzazione. Il percorso educativo è stato costruito attorno ad un’opera della collezione, il David di Michelangelo: l’approccio alla scultura è stato il filo conduttore dell’esperienza con l’elaborazione di un testo iconografico opportunamente adattato, raccontato attraverso mediazioni oggettuali, giochi di ruolo e drammatizzazioni. È stato un vero e proprio incontro con l'Arte, in cui i ragazzi hanno lavorato sia individualmente che attraverso dinamiche di gruppo. Grazie ad un adeguato numero di operatori, alla comunicazione aumentativa e gestuale, all’ausilio di supporti visivi e tattili siamo riusciti a valorizzare le abilità già esistenti in ciascuno.

Fin dal primo incontro, basato principalmente sulla conoscenza dell'ambiente, degli spazi laboratoriali e di alcuni termini inerenti il mondo dell’arte, sono emerse le attitudini e il coinvolgimento di tre dei cinque ragazzi per la nuova esperienza. Lucio, Davide e Maria Rita hanno da subito gradito le attività proposte, mentre Matteo e Nicolò hanno risposto positivamente solo ad alcune, come il laboratorio di modellazione dell’argilla. Il David di Michelangelo ha saputo però catturare l’attenzione di tutti, ed è stato il tramite per la scoperta della forma dell’opera, delle parole associate ad essa e della storia trasformata in una fiaba. I ragazzi ne hanno poi illustrato i punti salienti, ognuno mostrando il proprio personalissimo tratto stilistico; hanno quindi realizzato marionette dei personaggi principali, dando vita ad una drammatizzazione in un piccolo teatrino.

Il David inoltre è stato ridisegnato dai tre ragazzi per realizzare dei segnalibri molto particolari: è subito emersa così la strabiliante abilita grafica di Maria Rita, la particolare cura del tratto di Lucio e l’attenzione che Davide mette nel raffigurare i dettagli. La mamma di Lucio in particolare ha valutato molta positiva l’esperienza e ci ha comunicato il nuovo interesse del figlio per le statue e le opere d’arte in generale che prosegue anche a casa attraverso internet e libri d'arte.
I risultati ottenuti e le indicazioni ricavate ci incoraggiano a proseguire questa iniziativa, confermando il museo quale possibile luogo di educazione e di esperienza per un pubblico con spettro autistico.

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