Satiro

Conoscere la forma: il Satiro danzante di Mazara del Vallo, un progetto realizzato in collaborazione con la iGuzzini e L'Istituto Centrale per il Restauro. Presso lo show room di iGuzzini a Milano.

Un evento destinato a tutti compresi ipovedenti non vedenti.

Progetto "Conoscere la forma".

Gli aspetti legati alla influenza della luce sulla conservazione delle opere sono ormai appurati, mentre sono poco approfonditi gli aspetti legati alla influenza della stessa nella percezione e quindi conoscenza dell'opera. Il progetto "Conoscere la forma" si sviluppa secondo due linee: "Forme da vedere": un modello di un'opera d'arte letta da quattro diverse personalità con una preparazione specifica, ad esempio, un restauratore; uno storico dell'arte; un fotografo; un esperto sulle problematiche dell'ipovisione. "Forme da toccare", da un'idea di Giorgio Accardo, del Laboratorio di Fisica dell'Istituto Centrale per il Restauro: un modello della scultura, coerente con l'originale, in materiale e scala adeguata sarà messo a disposizione per essere toccato e percepito anche da non vedenti. Questo perché la vista non è il solo mezzo di conoscenza ed abbiamo voluto esplorare altre modalità di percezione, non legate alla luce e alla vista.

Forme da vedere.

Il progetto "Forme da vedere" vuole presentare diversi modi di leggere una scultura attraverso la luce. L'apparecchio d'illuminazione utilizzato dovrà quindi essere in grado di offrire diverse soluzioni in modo flessibile. L'idea è stata quindi quella di utilizzare una struttura speciale dotata di una serie di proiettori che possono far provenire fasci luminosi da angolazioni diverse. Le sorgenti luminose possono quindi essere orientate una per una per ottenere l'effetto luminoso desiderato. Per l'esposizione del Satiro è stata utilizzata una struttura circolare, sospesa sull'opera. I singoli proiettori sono gestiti da un sistema di controllo che permette di creare una scena luminosa complessa, creata in base alle indicazioni degli autori; tra questi, con particolare attenzione alle problematiche degli ipovedenti, grazie alla consulenza di Angelo Mombelli.La regia luminosa scelta dal singolo autore, memorizzata dal sistema di controllo, può essere facilmente ricreata e messa a disposizione di tutti i visitatori che così possono osservare l'opera sotto le diverse luci e quindi confrontare i diversi modi di vedere.La scultura del 2Satiro danzante2 di Mazara del Vallo, è stata scelta per la sua dinamicità che ci è sembrata particolarmente adatta all'approfondimento delle tematiche correlate all'uso della luce.

"Forme da toccare".

Per studiare il sistema interno di supporto necessario a restituire unità formale alla statua ed alla sua esposizione è stato generato un modello digitale a tre dimensioni del Satiro, ricorrendo a processi di reverse engineering e rapid prototyping (prototipazione rapida) basati sulla scansione laser a tre dimensioni.Il raggio del Laser, inviato sulla superficie della statua, misura le coordinate xyz di milioni di punti. In questo modo la forma del Satiro può essere trasferita dalla dimensione materiale del bronzo a quella immateriale della geometria.
Grazie alle coordinate si genera un modello virtuale che può essere visualizzato sul monitor del computer ed utilizzato per il restauro, la conservazione e la fruizione dell'opera d'arte.La superficie così generata definisce la forma artistica e, come una matrice numerica, è servita per realizzare il prototipo della statua . In questo modo il modello digitale a tre dimensioni e quello fisico, comunque utili e necessari per la documentazione ed il restauro, possono estendere la fruizione della scultura oltre il tempo e gli spazi in cui le opere originali sono di fatto confinate, consentendone la percezione da punti di vista proibiti nella normale realtà del museo. Si offrono agli esperti nuovi metodi di studio, sviluppando prodotti integrativi per la formazione culturale, avvalendosi della rete virtuale per la diffusione delle opere e, soprattutto, rendendo possibile la percezione tattile della forma artistica.

Ritrovamento e descrizione dell'opera.

La statua bronzea del "Satiro danzante" fu ripescata nel Canale di Sicilia e rinvenuta in due tempi: per prima la gamba sinistra nella primavera del 1997 e quasi un anno dopo il corpo privo dell'altra gamba e delle braccia. Rappresenta una figura mitologica, un demone del corteo orgiastico che accompagna Dioniso, dio del vino. L'opera, di dimensioni maggiori del vero, è datata tra la fine del IV e il III sec. a.C. La sua bellezza e perfezione chiama in causa Prassitele quale autore.

Restauro.

Il 2 ottobre 1998 la statua fu trasportata presso i laboratori dell'Istituto Centrale per il Restauro. per essere sottoposta all'intervento di conservazione. Il restauro ha dovuto risolvere il problema della ricomposizione delle parti staccate, del degrado provocato dalla corrosione del bronzo e dalle concrezioni marine , del supporto per l'esposizione museale. La realizzazione del sostegno è stata sicuramente un'operazione molto complessa visto il particolare rapporto spaziale dell'opera e la necessità di dotarla di una base antisismica. Dopo il restauro la statua è stata riportata a Mazara del Vallo dove è esposta presso il Museo del Satiro. La scultura è stata scelta quale simbolo del patrimonio culturale italiano durante l'Expo di Aichi 2005.

Luce e Beni Culturali.
La iGuzzini ha scelto di impegnarsi per contribuire alla qualità dell'ambiente costruito attraverso il buon uso della luce perché essa ha un ruolo importante in tutti gli aspetti della vita umana. Il rapporto fra luce ed ambiente nel settore delle arti visive offre spunti di ricerca molto complessi, perché riguardano la fruizione, la conservazione e l'interpretazione delle opere d'arte, ma anche dell'architettura e degli spazi urbani. La luce, nel disegnare gli spazi e nel creare rapporti fra oggetti ed ambiente, propone non solo emozioni ma diviene anche un mezzo per la comprensione delle opere.

Credits

Ideazione:
Centro Studi e Ricerca iGuzzini;
Istituto Centrale per il Restauro.
Collaborazione scientifica:
Museo Tattile Statale Omero.
Interpretazioni luminose:
Vincenzo Cerami;
Gillo Dorfles;
Angelo Mombelli;
Paolo Moreno.
Ringraziamenti:
Soprintendenza di Trapani per la gentile concessione all'utilizzo della copia del Satiro danzante.
Foto:
Massimo Berretta.

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