Francesca Grilli

Installazione The Conversation di Francesca Grilli: una grande struttura in legno chiaro, dalla forma che ricorda una conchiglia, è illuminata al centro di una sala. In primo piano, numerosi palloncini neri lucidi sono disposti sul pavimento, pensati per trasmettere vibrazioni sonore attraverso il tatto.

Descrizione dell’opera “The Conversation”

Ascolta l’audiodescrizione (mp3, 8 MB).

The Conversation è un’installazione immersiva ideata da Francesca Grilli, presentata per la prima volta nel 2010 al Museo MAMbo di Bologna. L’opera si compone di una scultura in legno montata su base in ferro piombato (2,5 x 2 metri, altezza 85 centimetri), di un sistema audio e di numerosi palloncini disposti nello spazio. Ripensata oggi come installazione autonoma per il Premio Omero, è concepita per una fruizione inclusiva e accessibile a un pubblico eterogeneo.

Al centro dello spazio si trova una scultura tridimensionale che richiama la forma di una conchiglia marina. La struttura è solida, stabile, con un andamento curvo e avvolgente: le superfici in legno risultano compatte al tatto, con una texture leggermente irregolare che restituisce la lavorazione del materiale. La scultura poggia su una base in ferro piombato, che garantisce stabilità e sicurezza durante l’esplorazione. Attorno alla scultura sono collocati numerosi palloncini. Sono leggeri, lisci, elastici: al contatto con il corpo oscillano e vibrano, reagendo al suono diffuso nell’ambiente tramite un sistema audio. Il visitatore può toccarli, stringerli, spostarli; ogni gesto modifica la percezione dello spazio e rende tangibile il suono attraverso la vibrazione.

The Conversation nasce dal desiderio di ripensare la percezione della musica e dello spazio, liberandoli dal primato della vista e dell’udito e trasformandoli in un’esperienza corporea e condivisa. La dimensione performativa non è affidata a interpreti esterni, ma emerge direttamente dall’azione di chi attraversa l’opera: il pubblico diventa parte attiva dell’installazione. La scelta della forma a conchiglia non è solo simbolica. La conchiglia evoca l’idea di attraversamento e di viaggio verso l’ignoto, ma rimanda anche a un uso concreto nella storia della comunità sorda, che in passato la utilizzava come cassa di risonanza naturale per amplificare il suono. In questo senso, la scultura diventa un punto di orientamento fisico e sensoriale, esplorabile tattilmente anche per chi non può affidarsi alla vista. Il suono, tradizionalmente legato all’ascolto, si trasforma qui in vibrazione, movimento, contatto.

Le persone con disabilità visive possono vivere la musica in modo diretto e autonomo, attraverso la loro pelle e le loro mani, costruendo una relazione con il suono basata sull’esplorazione tattile e sulla percezione delle vibrazioni nello spazio; allo stesso modo, le persone sorde o ipoudenti percepiscono il suono come presenza corporea, diffusa nello spazio. L’opera non propone percorsi separati, ma un’esperienza comune, in cui ogni visitatore trova un proprio modo di relazione con il suono.

Il titolo, The Conversation, rimanda a ciò che accade nello spazio: una conversazione non verbale tra corpo, materia e vibrazione, che si rinnova continuamente. L’arte non è oggetto da osservare, ma relazione da abitare. La scultura invita così chi la attraversa a un viaggio sensoriale aperto e inclusivo.

Biografia

Francesca Grilli sviluppa un linguaggio multidisciplinare che attraversa pratiche performative, installative e video. Il lavoro di Grilli interroga le strutture di potere e le norme sociali che modellano il nostro rapporto con il mondo, esplorando la tensione tra inclusione ed esclusione e mettendo in luce i meccanismi della partecipazione e della marginalizzazione. L’invisibilità diventa spesso un gesto di resistenza, una risposta a sistemi che riconoscono come legittime solo produttività e visibilità immediate.

La sua pratica mette in discussione le narrazioni dominanti, creando spazi in cui diverse generazioni ed esperienze si incontrano e proponendo l’arte come luogo di dialogo politico, dove norme, identità e gerarchie possono essere ridefinite.

Il lavoro di Grilli sfugge alle logiche convenzionali di controllo e classificazione, aprendo possibilità per ripensare sistemi esistenti e immaginare nuove forme di essere e di rappresentazione. La sua arte non si limita a rappresentare realtà, ma invita a riflessione collettiva e dialogo.

Il lavoro di Francesca Grilli è stato presentato in istituzioni di rilievo quali MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma; Kaaitheater, Bruxelles; The National Museum, Oslo; BOZAR, Bruxelles; STUK, Leuven; Kaunas Biennial, Kaunas; Palais de Tokyo, Parigi; Van Abbemuseum, Eindhoven; e presso il Padiglione Italiano alla 55a Biennale di Venezia.