Presentazione libro “Ancona – Capodemonte, ’n po’ de tuto”

Locandina della presentazione del libro “Ancona – Capodemonte, ’n po’ de tuto” di Iridio Mazzucchelli. A sinistra è raffigurata la copertina del volume, azzurra, con una fotografia panoramica del quartiere Capodimonte di Ancona nella parte inferiore. A destra compare il testo dell’evento: “Venerdì 13 febbraio, ore 16:00, presentazione del libro” e il titolo “Ancona – Capodemonte ’n po’ de tuto” in evidenza.

Venerdì 13 febbraio 2026, ore 16:00.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Un libro di Iridio Mazzucchelli.

Il Museo Omero ospita la presentazione del libro di Iridio Mazzucchelli “Ancona – Capodemonte, ’n po’ de tuto. Cume stavami nej ani 1950-60 e… cume stamo adè”, edito da Affinità Elettive Edizioni.

L’evento è realizzato in collaborazione con Simona Rossi – Libreria Fogola, Ancona.

L’incontro si aprirà con un viaggio nell’Ancona degli anni della ricostruzione: i quartieri come cuore pulsante della città, i luoghi di incontro, le relazioni, la vita quotidiana che rinasce tra sacrifici, solidarietà e speranza.
Un racconto corale fatto di storie, volti e appartenenza, per capire com’eravamo e riconoscere chi siamo oggi.

A seguire, si ripercorrerà la storia della staffetta podistico-remiera dello storico Palio di Ancona, una delle espressioni più autentiche della memoria civica anconetana, che vedeva coinvolti i ragazzi dei rioni.

Nel 1950 viene corsa per la prima volta la staffetta podistico-remiera, con i rappresentanti dei sette rioni storici di Ancona a contendersi l’ambita statuetta di Stamira. Porto, Archi, San Pietro, Piano San Lazzaro, Palombella, Adriatico e Capodimonte si sfidano in sette frazioni che transitano in ciascun quartiere, con partenza dal Mandracchio e arrivo alla spiaggia della Salute di Palombella. Qui l’ultima frazione era percorsa con barche a remi, per poi giungere all’arrivo finale alla Rotonda della Fiera della Pesca.

La madrina del rione vincitore riceveva dal timoniere il testimone, una fiaccola accesa, e ne rinnovava il gesto simbolico dell’eroina dorica Stamira, incendiando la riproduzione della torre d’assedio di Cristiano di Magonza e dando così inizio ai fuochi d’artificio.

Una tradizione, quella del Palio di Ancona, durata quasi mezzo secolo, seppur con alcune pause, che ha visto mutare negli anni la formula ma non la sostanza. I rioni sono poi diventati Circoscrizioni, mantenendo però intatto il campanilismo e la voglia di socializzare tra i vari quartieri.

Intervengono

Saluti istituzionali
(in via di definizione)

Interventi storici e culturali

  • Iridio Mazzucchelli – autore del volume
  • Annalisa Trasatti – coordinatrice dei Servizi del Museo Tattile Statale Omero
  • Franco Lorenzini – scrittore e appassionato di storia locale

Sinossi

In questo secondo volume, il soggetto principale è ancora una volta il quartiere di Capodimonte e la sua gente. Dal titolo emerge la profonda trasformazione avvenuta nel territorio a seguito della ricostruzione post-sisma del 1972. Si avverte forte l’amore e il senso di appartenenza, ma soprattutto la nostalgia di quel lontano decennio che coincide con gli anni della giovinezza dell’autore.

Il volume mette a confronto quel periodo con la situazione attuale: risulta evidente come la ricostruzione abbia migliorato notevolmente l’aspetto igienico-sanitario del quartiere, pur lasciandone intatta l’antica forma architettonica. Tuttavia, il trasferimento dei vecchi abitanti, l’arrivo di nuove famiglie e la perdita di numerosi centri di aggregazione, un tempo luoghi fondamentali di incontro, hanno fatto venir meno quel calore umano e quel senso di appartenenza che ancora oggi legano Capodimonte alle vecchie famiglie trasferite.

Il libro è soprattutto «una dimostrazione d’amore nei confronti di un territorio difficile, chiuso tra strade ripide e vicoli stretti, ma che, salendo verso la cima, regala un panorama stupendo e un tramonto bello, spesso infuocato».
Prefazione di Giancarlo Trapanese. Postfazione di Pamela Galeazzi.