Prima / Dopo / Ancora
Pubblicato in Eventi il 11 Gennaio 2026
Sabato 24 e domenica 25 gennaio 2026.
Ingresso libero.
Il Museo Omero, accanto all'Italia riciclata di Michelangelo Pistoletto, ospita l'installazione Prima / Dopo / Ancora realizzata da Acqua Randagia, progetto indipendente di Elisabetta Pennacchioni, Ambasciatrice per il Patto europeo per il clima.
Ad inaugurare questa due giorni di dialogo tra arte e ambiente, sabato 24 gennaio alle ore 15:00, interverranno Stefania Gorbi, ricercatrice Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente dell'Università Politecnica delle Marche, e Martina Capriotti, ricercatrice Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell'Università di Camerino.
Prima / Dopo / Ancora nasce da una riflessione ispirata alle parole di Michelangelo Pistoletto: «riprendere tutto quello che abbiamo abbandonato, scartato nel passato e riconsiderarlo».
Da questa idea prende avvio una ricerca sul campo: osservare gli oggetti raccolti sulle spiagge italiane e provare a trasformarli in domande, non solo in rifiuti.
Ad illustrare il progetto saranno presenti sabato e domenica Elisabetta Pennacchioni e Giampaolo Celeste.
L'installazione promuove una sostenibilità concreta attraverso esperienze dirette, raccolta di materiali abbandonati, pratiche di riuso e divulgazione ambientale. Dopo oltre otto anni di raccolta, l'obiettivo è diventato quello di trasformare gli scarti in uno spazio di pensiero: non una denuncia, ma un invito alla responsabilità quotidiana.
L'opera si articola in tre tavoli, collegati da un filo immaginario, che rappresentano le fasi della vita degli oggetti:
- Prima - il loro uso originario e alcuni dati sul problema.
- Dopo - il momento dell’abbandono.
- Ancora - una possibilità di trasformazione, o un piccolo gesto che può fare la differenza.
Gli otto oggetti esposti sono organizzati in quattro coppie tematiche:
- RAEE e capsule del caffè, simboli di una corretta differenziazione a fine ciclo.
- Jeans e tappi di bottiglia, esempi di upcycling e creatività artigianale.
- Cotton-fioc e sacchetti igienici per cani, segni del passaggio dalla plastica alla carta compostabile.
- Copri-punta degli ombrelloni e tappi di bottiglia, gesti di manutenzione e prevenzione ambientale.
Il numero otto diventa centrale: la sua forma richiama il simbolo dell'infinito, un ciclo che non si chiude, in cui lo scarto non è una fine ma un nuovo inizio.
Il progetto non intende fornire risposte definitive, ma aprire uno spazio di osservazione.
Che cosa ci raccontano gli oggetti che lasciamo indietro?
E quanto può cambiare se iniziamo a non staccare un tappo, a riparare un conetto, a restituire nuova vita a un capo dismesso?
Info
L'installazione è visitabile per due giornate: sabato 24 gennaio, dalle 15:00 alle 18:00 e domenica 25 gennaio, dalle 10:00 alle 18:00. Ad illustrare l'esperienza saranno presenti sabato e domenica Elisabetta Pennacchioni e Giampaolo Celeste. L'ingresso al museo è gratuito.