Bambine e bambini a scuola di architettura con l’Università per riconoscere lo spazio e la bellezza

di Gianluigi Mondaini.

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SOUxAncona – Scuola di Architettura per Bambine e Bambini nasce come progetto educativo e culturale che assume l’architettura non come disciplina specialistica, ma come linguaggio accessibile e quotidiano, capace di offrire strumenti per comprendere, interpretare e trasformare consapevolmente lo spazio in cui viviamo. L’iniziativa si fonda sull’idea che educare allo spazio significhi educare alla qualità della vita collettiva, seminando nei bambini la capacità di riconoscere la bellezza come valore concreto, tangibile, plurale e condiviso. L’iniziativa intende offrire un’esperienza educativa multidisciplinare che integra architettura, design, arte ed educazione ambientale promuovendo lo sviluppo del pensiero critico, della necessità della socialità, della capacità di lavoro collaborativo attraverso appunto la metodologia del Learning by Doing.

Il fare con le mani. Lo spazio come esperienza diretta

Il cuore del percorso è la comprensione dello spazio inteso come esperienza diretta. Il fare con le mani – costruire modelli, assemblare materiali, disegnare, smontare e ricomporre – diventa metodo di conoscenza ed esplorazione. In questa dimensione il bambino non è spettatore, ma soggetto attivo di un processo che unisce immaginazione, manualità e riflessione critica. L’apprendimento avviene attraverso l’azione che consente di trasformare l’esperienza pratica in strumento cognitivo stabile e trasferibile.

Elemento distintivo dell’approccio è l’interpretazione del progetto di architettura attraverso le lenti del gioco. Il gioco non è inteso come evasione, ma come dispositivo pedagogico capace di attivare intuizione, creatività e capacità relazionale nel lavoro di gruppo. Attraverso dinamiche ludiche e collaborative, l’architettura, i luoghi, la città diventano oggetto di gioco, occasione per comprendere il valore dello spazio costruito, la necessità della qualità e il significato di responsabilità civica. Progetto e gioco agiscono congiuntamente come strumenti per stimolare la capacità di osservare, immaginare e intervenire criticamente sul contesto, sviluppando nei bambini un atteggiamento critico e propositivo verso la città e i luoghi dell’abitare.

Un intenso laboratorio per capire la città con la cultura di progetto

La scuola si configura come laboratorio permanente in cui manualità, pensiero e confronto collettivo coincidono. Le attività si articolano in brevi introduzioni teoriche, seguite da esperienze pratiche, momenti di restituzione e dialogo, visite urbane e workshop con esperti, creativi, progettisti. Questo impianto consente di riconoscere la bellezza come qualità concreta e non astratta, alimentando nei bambini la capacità di desiderarla, richiederla e, progressivamente, produrla attraverso azioni consapevoli.

Il format SOU – Scuola di Architettura per Bambini – nasce da un’intuizione di Andrea Bartoli e Florinda Saieva all’interno dell’esperienza di rigenerazione culturale di Farm Cultural Park a Favara, in provincia di Agrigento. SOUxAncona aderisce a questa rete nazionale interpretandone i principi in relazione alle specificità territoriali marchigiane e in sinergia con i metodi scientifici propri dell’Università e delle ricerche sul gioco come strumento di progetto. La scuola di Ancona è promossa dall’architetto Gianluigi Mondaini, professore ordinario di Composizione Architettonica e Urbana presso l’Università Politecnica delle Marche, coadiuvato dagli ingegneri Leonardo Moretti e Lorenzo Duranti e dal suo gruppo di ricerca Hub for Heritage and Habitat (H4HH), in collaborazione con il Comune di Ancona e con il contributo di numerosi partner pubblici e privati del territorio.

Il gruppo di lavoro è composto da docenti, ricercatori, dottorandi, tutor ed esperti provenienti da diversi ambiti tematici – architettura, arte, design, paesaggio, comunicazione – che contribuiscono a costruire un ambiente educativo multidisciplinare. Tale pluralità di competenze permette di restituire ai bambini la complessità del progetto come pratica culturale e sociale, capace di intrecciare dimensione estetica, tecnica e relazionale.

Autonomia, fiducia, appartenenza. I bambini attori principali

Le metodologie adottate privilegiano la partecipazione attiva: laboratori creativi, progettazione collettiva, esplorazioni urbane, incontri con professionisti e momenti di discussione pubblica dei lavori. Il bambino è guidato a osservare la città, riconoscerne criticità e potenzialità, formulare ipotesi e costruire visioni alternative. In questo processo il progetto non rappresenta un fine in sé, ma uno strumento di crescita personale e civica, capace di rafforzare autonomia, fiducia e senso di appartenenza alla comunità.

SOUxAncona accoglie bambini dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado e si propone come spazio educativo inclusivo, in cui fare, progettare e giocare convergono in un unico dispositivo formativo. L’architettura emerge così come esperienza viva, quotidiana, accessibile, capace di generare consapevolezza e responsabilità verso il bene comune. Attraverso il lavoro manuale, la dimensione ludica e il confronto collettivo, i giovani partecipanti acquisiscono strumenti per leggere criticamente il mondo costruito e per riconoscere nella qualità dello spazio una componente essenziale della vita sociale. In questo intreccio tra esperienza, immaginazione e cittadinanza, il progetto diventa pratica educativa continua, capace di porre le basi per una futura cultura della bellezza intesa come esigenza condivisa e concreta.