Opera: RMN
Scultura originale

Originale
- Autore
- Alberto Tadiello
- Data
- 2005
- Periodo
- Contemporaneo
- Dimensioni
- dimensioni variabili in relazione allo spazio espositivo
- Tecnica
- scultura sonora ambientale
- Materiale
- metallo, suono
- Spazio
- '900 e Contemporaneo
Proprietà: Archivio Museo Tattile Statale Omero.
Descrizione
“Prendo quindi in questione il corpo come massa fisica, come ricettore: abbiamo tutti un corpo. Un corpo che aldilà di qualsiasi limite fisico, ideologico, politico, religioso, di etnia, età, orientamento sessuale, dipendenza, può percepire un’energia prossima ad una temperatura, ad un vento”, Alberto Tadiello.
RMN è l’opera vincitrice della prima edizione del Premio Omero, iniziativa nata dalla collaborazione tra la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e il Museo Tattile Statale Omero per promuovere opere d’arte multisensoriali e accessibili.
Realizzata da Alberto Tadiello, RMN richiama il doppio significato dell’acronimo: Risonanza Magnetica Nucleare e Rete Mareografica Nazionale.
RMN, realizzata nel 2005, è una scultura sonora invisibile, ma fisicamente percepibile con il corpo, che entra in dialogo con lo spazio in cui viene installata. È pensata come un’installazione estremamente elastica e versatile che può occupare una singola sala, più stanze o snodarsi tra corridoi. Nel Museo Omero è stata ambientata in una galleria in ferro già presente, lunga 6 metri, larga 2,5 e alta 2,30 metri. A un’estremità della galleria sono collocate a terra due casse nere cubiche, di circa 60 centimetri di lato, che emettono suoni a basse frequenze. Questa casse, chiamate subwoofer, trasformano i suoni in vibrazioni percepite soprattutto con le cavità corporee, come lo stomaco, la testa e le ossa. Il suono nasce da un sistema di decodificazione collegato alla Rete Mareografica Nazionale e sintonizzato sulla stazione di Ancona, che si aggiorna ogni minuto. Il sistema trasforma in tempo reale l’andamento delle maree in frequenze sonore. Unico elemento fisico e guida per lo spettatore è una coppia di cavi d’acciaio che disegna volute di circa 25 centimetri di diametro e come un’onda scende dal soffitto e risale al soffitto prima e dopo la galleria.
Si accede all’opera varcando una soglia. Protagonista dell’installazione è il corpo che percepisce, attraversa e interagisce con lo spazio della galleria, contribuendo a definire l’opera stessa. RMN esiste pienamente nel momento in cui viene vissuta. L’esperienza è fisica, personale, immersiva e non richiede l’uso della vista.
Importante è il potenziale immaginativo che il progetto mette in moto. Evocare una distanza e uno spostamento di enormi masse d’acqua genera concetti astratti che diventano estremamente soggettivi e portatori di un’intima possibilità interpretativa. L’opera crea una connessione tra interno ed esterno, tra museo e città, tra natura e tecnologia: all’interno del Museo Omero e della Mole Vanvitelliana, RMN trova il suo contesto ideale.
Alberto Tadiello e la sua poetica
Alberto Tadiello, nato nel 1983 in provincia di Belluno, così definisce RMN: “è un lavoro che racconta il corteggiamento e l’attrazione di masse fisiche: planetarie, lunari, solari, umane, oltre precise sensorialità o proprie inclinazioni percettive. È una connessione, un ponte tra fruitore e opera, tra museo e città, tra spazio e orizzonte di senso. È una forza vitale, esistenziale, che si percepisce con il proprio essere lì, presenti a sé stessi. Sentirsi toccare la pancia, e non avere una mano che la preme, significa essere dentro ad una forza, essere testimoni di un’energia: non serve vederla – non puoi vederla puoi solo sentirla. RMN è uno spazio vuoto e di libertà, come il mare, una montagna, l’immaginazione”.
L’opera nasce dal suo legame con Venezia, città in cui ha compiuto gli studi universitari, e da un percorso medico ospedaliero personale fatto di risonanze, radiografie ed ecografie, con immagini e un linguaggio propri. La correlazione tra la cadenza dei dolori lancinanti della cefalea a grappolo e le variazioni del campo magnetico terrestre ha attivato in lui analogie e metafore, influenzando la sua ricerca artistica. Tratti fondamentali della sua ricerca riguardano la profondità corporea e la sua enigmaticità; il tatto, in una concezione globale e totalizzante che coinvolge l’intero corpo; il suono come materia scultorea e segnica per eccellenza, invisibile organizzatore del reale, creatore di disposizioni formali.
Strumenti per una narrazione accessibile dell’opera
Il Museo Omero, in collaborazione con altri partner, ha realizzato una serie di strumenti accessibili, e raggiungibili anche tramite QR code dalla didascalia:
- Trascrizione in Braille e audiodescrizione;
- Video accessibili realizzati da RAI Pubblica Utilità: uno in italiano, sottotitolato e con traduzione in Lingua dei Segni Italiana; uno in inglese, sottotitolato e con traduzione in International Signs;
- Guida in Comunicazione Aumentativa Alternativa in versione PDF, cartacea e video curati da Valeria Petricca;
- Guida in linguaggio facile da leggere e da capire in italiano.