La mostra digitale della seconda edizione del Premio Omero presenta le tre opere finaliste selezionate dalla Commissione di valutazione, attraverso immagini, testi e audiodescrizioni.
Promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e dal Museo Tattile Statale Omero, il Premio sostiene la ricerca artistica contemporanea e valorizza proposte originali, multisensoriali e inclusive, capaci di ampliare le modalità di accesso e di relazione con l’opera d’arte.
Le tre opere finaliste esplorano differenti possibilità espressive e percettive, mettendo in relazione corpo, materia, suono, movimento e linguaggio. Attraverso il coinvolgimento di più sensi, propongono nuove modalità di conoscenza e partecipazione all’esperienza artistica.
La mostra digitale offre uno spazio di approfondimento dedicato alle opere e ai loro linguaggi, con contenuti pensati per favorire una fruizione accessibile.
Le opere finaliste
Le opere selezionate, presentate in ordine alfabetico per autore, sono:
- Lucia Cappellazzi, Questo è un orto! (2026), installazione scultorea composta da 120 vasi in ceramica. L’opera valorizza le tracce del gesto creativo e le differenze tra le forme, proponendo una riflessione sul corpo, sulla diversità e sulle possibilità dell’esplorazione tattile.
- Ramona Ponzini, É-temen-an-ki (2025), installazione sonora multicanale che indaga le origini del linguaggio attraverso voci, suoni e intelligenza artificiale. L’esperienza coinvolge anche il tatto, permettendo di percepire le vibrazioni sonore attraverso le mani.
- Paolo Puddu, Personne (2026), installazione composta da bandiere in tessuto che si muovono con il vento e presentano immagini di cieli e nuvole. Testi poetici in Braille sulle aste introducono una dimensione tattile, intrecciando percezione corporea, linguaggio e movimento.
Le tre opere sono ammesse alla seconda fase di valutazione, durante la quale la Commissione approfondirà le caratteristiche delle proposte per individuare l’opera vincitrice, che entrerà a far parte della collezione del Museo Omero.
La mostra è anche sui canali social del Museo Omero e dalla Direzione Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.